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21/03/2019
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Miti da sfatare: da quali diete diffidare?

Le festività natalizie sono ormai concluse. Ciclicamente, come ogni anno, ci troviamo in quel periodo in cui il calendario indica il triste ritorno alla normalità, mentre il nostro pancreas è ancora seduto al tavolo del cenone a scegliere tra pandoro, panettone o entrambi.

Le palestre vedono un incremento d’iscrizioni pari al PIL della regione Lombardia e, inevitabile, come la morte dell’intero cast di “Grey’s Anatomy”, pronunciamo l’affermazione “Da lunedì DIETA!”.

Seguire un regime alimentare sano ed equilibrato (soprattutto dopo i bagordi a cui abbiamo preso parte negli ultimi venti giorni) è fondamentale per garantire al corpo il giusto apporto di nutrimenti che, biotrasformati dal nostro stesso organismo, ci permettono di cedere a cellule e tessuti un quantitativo di energia opportuno al soddisfacimento di tutte le funzioni vitali. Tuttavia, esattamente come una cattiva alimentazione, anche una dieta scorretta – generalmente adottata come scorciatoia per perdere peso più velocemente – può non esserci affatto d’aiuto. L’eliminazione radicale di alcuni nutrienti o, al contrario, l’assunzione eccessiva di altri, può esserci del tutto dannosa.

Di seguito, sono elencate alcune diete alimentari squilibrate e potenzialmente dannose per la salute umana, e vi spieghiamo il perchè.

1. La dieta del digiuno o del “salta-pasti”:

Nota anche col nome di “Dieta Fast”, è in assoluto il metodo più sbrigativo adottato per cercare di perdere peso in poco tempo. SBAGLIATO.

Come sappiamo, il carburante essenziale che il nostro organismo utilizza per fornire energia alle cellule è il Glucosio, uno zucchero semplice alla base del ciclo vitale del regno animale e vegetale. Il glucosio necessario viene introdotto mediante l’alimentazione. Durante la digestione, infatti, l’organismo scinde gli zuccheri complessi presenti nel cibo e li semplifica in molecole di glucosio. Di queste, una parte viene investita nella realizzazione delle funzioni vitali, mentre l’altra viene conservata in riserve presenti sia nel tessuto muscolare (massa magra), sia nel tessuto adiposo (massa grassa).

Quando digiuniamo, essendo in debito di glucosio, vengono così utilizzate queste riserve per nutrire i vari distretti del corpo ed evitarne il collasso. Ciò che spesso si ignora è che dapprima l’organismo utilizza le riserve di zuccheri presenti nella massa magra – poichè energeticamente più ricche – e solo successivamente, una volta esaurite quest’ultime, sfruttano anche quelle presenti a livello del tessuto adiposo.

Questo spiega perchè la Dieta del digiuno è sconsigliata da qualsiasi professionista del settore: debilita completamente il corpo senza concretamente aiutarci ad eliminare il grasso in eccesso.

2. Dukan:

Dal nome del medico francese che l’ha ideata, si tratta della più famosa delle diete iperproteiche.

Alla base di questa tipologia di dieta vi è il consumo giornaliero di un elevato quantitativo di proteine animali (carne, uova e pesce), l’eliminazione totale dei carboidrati (pane, pasta, riso, ecc.) e l’introduzione, solo successivamente, di frutta e verdura, seppur in misura esigua.

Nella prima fase della dieta, dai 3 ai 7 giorni, si deve esclusivamente assumere proteine animali pari a 2,5 grammi per chilogrammo di peso corporeo, ovvero un quantitativo eccessivo e potenzialmente letale. Nella seconda fase (da seguire per tante settimane quanti sono i chilogrammi da perdere), pur mantenendo stabile l’assunzione di proteine, si può reintrodurre una piccola percentuale di frutta e verdura, comunque insufficiente per garantire un apporto idoneo di fibre, vitamine e sali minerali. Infine, una volta raggiunto il peso desiderato, si può ridurre l’assunzione esclusiva di proteine a un solo giorno a settimana.

Si tratta di una dieta eccessivamente squilibrata che, oltre a non determinare un duraturo pesoforma (circa l’80% di coloro che seguono questa dieta recuperano i chili persi entro un anno), può provocare una serie di effetti collaterali a livello del sistema cardiovascolare (ipertensione, cardiopatie e disidratazione), nonchè una pericolosa esposizione all’insorgenza di tumori.

N.B.: Per aver diffuso i suoi dettami alimentari, Pierre Dukan è stato radiato dall’Ordine dei Medici perchè accusato di non aver rispettato il Codice etico medico-paziente.

3. Tisanoreica:

Al contrario di ciò che il nome può far credere, non si tratta di una dieta basata sul consumo esclusivo di tisane, ma è una simpatica trovata pubblicitaria che accosterebbe il “Ti sano” alla vendita di costosi intrugli acquistabili esclusivamente sul portale online dedicato.

Chi decide di seguire questo tipo di dieta deve contattare il team Tisanoreica e, dopo aver fornito dati su altezza, peso corporeo e stile di vita, riceverà direttamente a casa un kit (previo lauto pagamento) costituito da una serie di decotti composti ad hoc dal team stesso. I decotti, da consumare quotidianamente in un arco temporale variabile tra i 20 e i 40 giorni, promettono di far perdere rapidamente i chilogrammi che si desidera smaltire.

Ma cosa contengono? Hanno il sapore di cibi comuni, come pasta o pizza, ma non contengono nulla di prelibato. Possiedono il cosiddetto “attivatore Tisanoreica”, ovvero fitoestratti provenienti da 8 diverse piante. Di conseguenza, non contenendo alcuna traccia di carboidrato, durante il periodo di dieta l’organismo non può usufruire di nuove riserve di zuccheri, riducendosi così a sfruttare le riserve per ottenere energia.

Oltre a determinare l’effetto yo-yo (ovvero il consueto saliscendi della bilancia provocato da diete estreme e poco proficue), gli effetti collaterali provocati sono molteplici: spossatezza, stitichezza, nausea, vomito, diarrea, mal di testa, oltre a molti soldi in meno sul conto in banca.

4. I sotitutivi dei pasti:

Fanno parte di quella che oggi prende il nome di “Crush Diet” (dieta d’urto).

Se hai un account Instagram e non ti contatta almeno un’azienda per sponsorizzare beveroni dimagranti, non sei nessuno. Data l’elevata moda influencing che spopola negli ultimi anni sui social network, sempre più aziende investono nel settore dei surrogati alimentari. Si tratta perlopiù di polveri solubili o bevande ipocaloriche che, a detta di chi li sponsorizza, conterrebbero tutti gli elementi necessari all’organismo. In aggiunta però, eliminando il pasto solido, permettono una perdita rapida di peso unicamente grazie al drenaggio di liquidi in eccesso.

Nulla di tutto questo corrisponde a verità: si tratta di “pasti” costituiti per la maggior parte da mucillagini e fibre, ovvero elementi di origine vegetale aventi un’elevata capacità adsorbente. Una volta giunti nello stomaco, queste sostanze s’impregnano di liquidi e si gonfiano come spugne. La dilatazione fisica del composto occupa l’intera capienza del lume gastrico determinando, di conseguenza, un senso di sazietà senza che il paziente senta la necessità di ingurgitare altro.

Gli effetti collaterali, a lungo andare, sono devastanti: l’assenza di nutrienti essenziali, determina una rapida perdita di liquidi, ma allo stesso tempo un pericoloso affaticamento del cuore. In seguito alla drastica riduzione dell’importo calorico, infatti, il cuore può subire scompensi dovuti alla conseguente incapacità di pompare in modo opportuno il sangue in uscita dal cuore.

Silvia Fanelli

 

 

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