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21/08/2018
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Ansia, il male del secolo

A quanti di noi è capitato almeno una volta di dire “Che ansia!”? Quante volte al giorno ci capita di pensare al fatto che l’ansia sia ormai divenuta la nostra più fedele compagna di vita?

Definita da molti “il male del secolo”, è protagonista di numerosi lavori di ricerca scientifica nell’ambito di tecniche e rimedi di risoluzione. Studi condotti su vasti campioni eterogenei di pazienti d’età compresa tra i 12 e i 60 anni hanno dimostrato che almeno 10 milioni di italiani hanno subìto uno o più attacchi d’ansia nell’arco della loro esistenza. Negli ultimi 15 anni il numero di soggetti che hanno sviluppato sindromi psico-fisiche legate allo stress e all’ansia è esponenzialmente aumentato a causa – con ogni probabilità – di stili di vita frenetici e poco equilibrati. I disturbi dell’ansia insorgono prevalentemente nella tarda adolescenza o nella prima età adulta e hanno un’incidenza maggiore su soggetti femminili. Nella maggior parte dei casi, senza un’adeguata terapia, la patologia – che nelle prime fasi appare di scarsa rilevanza – degenera nel cosiddetto Disturbo recidivo da attacchi di panico. Una minore percentuale di pazienti, invece, sviluppa disturbi dell’ansia per fattori ereditari: questi hanno almeno un familiare affetto da patologia analoga.

Ma cos’è l’Ansia? Come difenderci?

Il Disturbo dell’Ansia è caratterizzato dall’insorgenza di una serie – più o meno frequente – di emozioni negative quali paura, confusione mentale, preoccupazione e tensione.

Al fine di non diffondere errate informazioni, è bene premettere sin da subito che i sintomi legati a questa patologia non appartengono tutti allo stesso grado d’entità. L’Ansia è infatti distinguibile in 2 categorie a seconda della gravità delle manifestazioni che scatena:

  • a. limitata: anche detta “fisiologica” – possiede un innesco emotivo (es. molto comune, la tensione avvertita in vista di un esame universitario) pertanto è transitoria e gestibile, circoscritta a un ristretto arco temporale e può talvolta essere benefica;
  • a. patologica: più comunemente detta “cronica” – non è determinata da alcuna causa scatenante, in alcuni casi può essere riconducibile a un trauma di tipo psichico o essere d’accompagnamento ad altre problematiche psicologiche e psichiatriche; è frequente e diviene parte integrante dell’esistenza del soggetto, tanto da risultare invalidante nella realizzazione delle normali attività quotidiane (dormire, concentrarsi, studiare, lavorare).

Cosa avviene nel nostro organismo quando proviamo ansia?

Nel nostro cervello è presente un’area che scientificamente prende il nome di Sistema Nervoso Autonomo (SNA), ovvero un compartimento di strutture chimiche e biologiche deputate alla regolazione di attività al di fuori del nostro controllo come, appunto, le emozioni. Questo è a sua volta suddiviso in 2 distretti, rispettivamente il Sistema Nervoso Simpatico – responsabile dell’attivazione degli stati d’allerta e delle emozioni sgradevoli – e il Sistema Nervoso Parasimpatico – al contrario, regolatore delle sensazioni di rilassamento e benessere. L’attività di entrambe le aree è determinata dal rilascio di neurotrasmettitori, ovvero sostanze chimiche di cui i neuroni si avvalgono per comunicare tra loro e stimolare l’azione di cellule di altri apparati (es. muscoli, ghiandole).

L’Ansia è data proprio da uno squilibrio nel rilascio dei neurotrasmettitori appartenenti a queste 2 regioni contrapposte: in particolare, è provocata da un aumento di Noradrenalina in circolo (l’ormone dello stress) associato a un ridotto rilascio di Serotonina (l’ormone del buonumore) e da diminuiti livelli di GABA (neurotrasmettitore responsabile dell’inibizione dell’eccitabilità neuronale).

Il risultato consiste in una serie di eventi fisiologici che conducono il soggetto a un totale malessere psico-fisico. A seconda dell’intensità di manifestazione, i sintomi possono variare dai più latenti di tipo generale (inquietudine, apprensione, senso di paura, irritabilità, disturbi del sonno), ai più importanti di tipo neurovegetativo (difficoltà respiratoria, senso d’oppressione, vertigini, battito cardiaco accelerato, svenimento imminente).

I rimedi:

Il primo passo nella risoluzione di patologie di tipo ansioso, indipendentemente dalla gravità, è prendere coscienza del problema e rivolgersi a una figura professionale del settore evitando di temporeggiare e incorrere nel rischio che il problema si accentui o cronicizzi.

Fondamentale è assolutamente non consultare fuorvianti forum per l’autodiagnosi o inutili sostituti per l’automedicazione.

Rimedi naturali ed esercizi di yoga e respirazione sono utili nei limiti di un disturbo d’ansia di bassa entità contestualizzato a un evento che preoccupa particolarmente. In casi più gravi di ansia frequente, lasciare stare le tisanine e affidarsi a un medico.

Figure come psicologi e medici psichiatri, grazie a esperienza e competenza, sono gli unici di cui fidarsi e a cui rivolgersi per l’adozione di un’idonea terapia conformata alle caratteristiche di ogni singolo paziente.

Evitare categoricamente di assumere dosi improprie di psicofarmaci ansiolitici (che devono per legge essere prescritti con apposita ricetta medica ripetibile): è necessario infatti seguire le indicazioni dello psichiatra per non incorrere nel rischio di sviluppare dipendenza e assuefazione.

In alcuni casi è sufficiente un percorso di psicoterapia, in altri è opportuno associarne anche uno farmacologico: entrambi, separatamente o in sinergia, rappresentano validi alleati nell’efficacia del trattamento.

L’Ansia può essere tenuta a bada. Prima di ogni tipo di terapia, tuttavia, è necessario armarsi di saggezza e intelligenza, requisiti imprescindibili per la comprensione e l’opportuna adozione di una cura NON FAI-DA-TE.

Silvia Fanelli

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