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20/02/2018
HomeCulturaArte“Arte oltre il muro”: la resilienza in mostra al Santa Chiara Lab

“Arte oltre il muro”: la resilienza in mostra al Santa Chiara Lab

Dal 5 al 15 dicembre i locali del Santa Chiara Lab di Siena ospiteranno Arte oltre il muro: autorappresentazione e racconto del popolo palestinese.

L’iniziativa, promossa da Link Siena – Sindacato Universitario con la collaborazione di FotografiSenzaFrontiere – Onlus, del Centro Italiano di Scambio Culturale – VIK, del Collettivo Shababik e del Santa Chiara Lab, è stata realizzata grazie al contributo dell’Università degli Studi di Siena e con il patrocinio del Comune, del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali e del Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell’Università di Siena.

Le due colonne portanti dell’evento, che vanta un calendario ricco di appuntamenti nell’arco dei dieci giorni, sono la mostra di pittura Windows from Gaza – Pittori palestinesi a Siena e la retrospettiva fotografica della onlus FSF.

Windows from Gaza è una mostra itinerante che arriva a Siena dopo le esperienze più che positive di Milano, Roma e Napoli: le opere esposte sono state realizzate dai tre artisti gazaui Basel El Maqousi, Shareef Sarhan e Majed Shala, fondatori nel 2003 del collettivo Shababik. I tre artisti, mediante linguaggi differenti, propongono una visione dell’arte contemporanea non distante da quella occidentale sedimentata sulle avanguardie di inizio secolo: i paesaggi di Basel, dai colori accesi e dalla pennellata vigorosa, rivelano una forte attinenza con le ricerche dei Fauves e, se vogliamo, di Paul Klee; Shareef, invece, lavora sul segno, avvicinando l’arte calligrafica di matrice araba a taluni risultati raggiunti dall’Informale italiano negli anni ’70; infine, Majed dipinge volti con tratti che ricordano la maniera di Modigliani e con un utilizzo sapiente e astratto dei colori. Tralasciando le cifre stilistiche, nelle loro opere si nota subito l’inquietudine di chi vive e resiste a Gaza. Basti pensare, senza chiamare ancora in causa le pennellate violente e i colori talvolta tetri, che alcune di queste tele sono state realizzate con materiali di scarto o, ad esempio, ottenute riciclando i sacchi delle missioni alimentari dell’ONU. Insomma, a prescindere dal valore artistico, comunque alto, queste opere sono una testimonianza fortissima di resilienza, di come riesca a manifestarsi una quotidianità viva e attiva anche fra le macerie. All’inaugurazione, martedì 5 dicembre presso il Santa Chiara Lab, avrebbero dovuto presenziare anche due degli artisti in mostra: ciò non avverrà, a causa del recente attentato alla moschea del Sinai che, sebbene abbia fatto poca notizia da queste parti, ha di fatto portato allo stato di allerta i territori palestinesi ed egiziani e quindi impedito gli spostamenti della popolazione.

La retrospettiva fotografica, invece, racconta attraverso le immagini lo stupendo lavoro svolto dalla onlus FotografiSenzaFrontiere, che dal 1997 si occupa di allestire laboratori permanenti di fotografia nelle aree più critiche del mondo: le immagini in mostra, selezionate per la maggior parte  fra i laboratori della Palestina e dell’Uganda, non sono opera di fotografi professionisti, bensì sono state scattate dalle stesse popolazioni autoctone. Il filo dell’iniziativa, come già spiega il sottotitolo, è infatti l’autorappresentazione: quali mezzi migliori di un dipinto, soggettivo e specchio dell’interiorità, o di una foto, istantanea esteriore di un dato oggettivo, per raccontare e descrivere eventi e situazioni di cui il mondo occidentale è ignaro, o fa finta di esserlo?

La stessa esposizione, brillantemente curata dalle studentesse Marta Lonzi e Valeria Palleschi, è stata organizzata in modo tale da rendere subito evidente il concetto dell’autorappresentazione: il percorso, che si snoda con naturalezza artista per artista, gode anche di un sapiente gioco di interno-esterno che mette in dialogo le fotografie con i volti dipinti da Majed Shala.

Il calendario dell’evento propone poi numerosi incontri nei giorni successivi: mercoledì 6 dicembre, nel corso della mattinata, l’Aula Musica di Fieravecchia ospiterà il videomaker Sergio Locascio e l’antropologo Gino Bianchi, membri di FSF, che racconteranno la genesi, lo sviluppo e le finalità dell’associazione. Nel pomeriggio, invece, la responsabile di VIK Meri Calvelli illustrerà la sua attività a Gaza presso il Santa Chiara Lab; nella stessa occasione, sarà proiettato il lungometraggio autoprodotto Strip Life – A day in GazaMartedì 12, ore 11 nell’aula B di Fieravecchia, il professor Gabriele Usberti illustrerà insieme agli studenti erasmus le varie esperienze di scambio culturale sull’asse italo-palestinese. Alle ore 17.30 dello stesso giorno, ancora presso il Santa Chiara Lab, sarà la volta del film Un sogno a Gaza, diretto da Franca Marini, insegnante del Siena Art Institute.

Per ulteriori dettagli e per il programma completo dell’iniziativa vi rimandiamo all’evento Facebook Arte oltre il muro.

“L’arte a Gaza è un modo per dire che, malgrado la cenere sparsa sulla città, nelle sue viscere continua ad ardere un immenso fuoco” – Andrea Camilleri, da sempre sostenitore di Windows from Gaza.

Domenico Iacobellis

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