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20/02/2018
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Case Editrici Fantastiche e dove trovarle: PISA BOOK FESTIVAL 2017

Durante il fine settimana appena trascorso si è svolto uno degli eventi più interessanti e frizzanti che questo freddo e nebbioso novembre offre all’avventore che ama avere sempre un buon libro da leggere sul comodino: il Pisa Book Festival al Palacongressi di Pisa.
Lontano dai grandi riflettori nazionali e dalle grandi masse che affluiscono al Salone Internazionale del Libro di Torino, il Pisa Book Festival, con le sue tre giornate, ha saputo ritagliarsi un suo spazio nel panorama culturale italiano come primo Festival delle Case Editrici Indipendenti.

Nato nel 2003 con la precisa missione di porre l’accento sull’indipendenza del marchio editoriale, questo salone  si è andato evolvendo e accrescendo di anno in anno passando dai 56 espositori della prima edizione a più di 160 in quella appena conclusasi. Più di duecento eventi, numerosi incontri con gli autori  e workshops hanno animato il Palacongressi rendendo quest’iniziativa ben più di una vetrina per curiosi e addetti del mestiere.
Inoltriamoci dunque nell’edizione appena trascorsa per rivivere insieme qualche chicca.

Come ogni anno il nostro Festival elegge un Paese Ospite, accendendo i riflettori sulla sua cultura e letteratura, la protagonista quest’anno è stata la Finlandia con i suoi Mumin, buffi personaggi nati dalla matita di Tove Jansson ( abitanti di una valle fantastica dove la vita scorre tranquilla in mezzo alla natura) e una serie di incontri con una rosa di  autori giunti dalla capitale nordica per l’occasione. Tra i grandi nomi della narrativa finlandese contemporanea presenti a Pisa sicuramente possiamo ricordare Minna Lindgren. E’ ormai ben conosciuta dalla comunità dei lettori di ogni dove per la sua fortunata trilogia di Helsinki” che è salita alla ribalta con il primo volume intitolato: Mistero a villa del Lieto Tramonto. La trama, assai godibile e avvincente, è ambientata in una casa di riposo in cui le microstorie degli anziani residenti si legano ad un delitto efferato quanto misterioso. Le vecchine, novelle Miss Marple, si ritroveranno a svolgere indagini interne su chi possa aver ucciso il cuoco, un clima di sospetto pian piano avvolgerà la ormai non più ridente casa di riposo e i segreti di ciascuno cominceranno a tremare da sotto il tappeto e ad animare questo arguto mistery finlandese dalla touché graziosamente comica.

Oltre a questi incontri d’ eccezione il Book Festival ha regalato ai suoi visitatori un programma quotidiano fitto di eventi seguendo altri cinque filoni: le anteprime degli editori, i grandi ospiti, gli autori di “la Repubblica caffè” , i seminari del centro traduzioni e lo spazio junior.

Giovedì si è celebrato il translation day che ha visto un incontro sulla possibilità di ritraduzione dei classici animato dalla lectio magistralis di Ilde Carmignani, ispanista e traduttrice di Luis Sepulveda. Questo incontro ha avuto al centro Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez e la sua traduzione ben cinquant’anni dopo la prima traduzione di Bruno Arpaia. L’esigenza di ritradurre, come ci spiega la Carmignani, nasce dalla consapevolezza che occorre “ripulire” Cent’anni di solitudine dalla sua aurea esotizzante, quasi surreale, data da una scelta diremmo “eurocentrica” dell’Arpaia di usare i sinonimi italiani più strani e più ricercati per accattivare il pubblico a un’opera nata così lontano. In realtà, secondo la professoressa, Cent’anni di solitudine è un libro “concreto” ed è proprio in virtù di un ritorno a questa natura che si esige una nuova e meno “addomesticante” traduzione.

Un altro momento speciale  che ha segnato quest’edizione è stato l’incontro di domenica con Paolo Cognetti vincitore del Premio Strega 2017 con il suo Le otto montagne Romanzo consigliatissimo per chi ama leggere per il puro piacere di abbandonarsi inerte a una realtà come quella montana della quale i più hanno avuto solo un assaggio, spesso insipido, senza mai accostarcisi per capire davvero. “Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa”: una storia di crescita, di esperienze legate a camminate aspre che, instancabili, rimarranno il lascito più importante e sincero capace di riportare alla mente del protagonista i rapporti con il suo amico d’infanzia e con suo padre.

La vera ricchezza e gioia per il visitatore del Pisa Book festival rimane  però il girovagare curioso e insaziabile tra gli innumerevoli stands di ogni casa editrice presente, rallegrandosi delle copertine colorate e curate, leggendo le trame dei libri, scoprendo edizioni preziose di libri già letti e accogliendo con felice sorpresa le novità editoriali. I gusti di ogni lettore vengono soddisfatti: dalle case editrici in sintonia con rivendicazioni ambientali e di marca ecologista, a quelle accademiche con interessanti edizioni degli ultimi lavori di illustri professori sino al libro illustrato e alle graphic novels. Di questo mare magnum editoriale vorremmo ricordare due case editrici con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere e che ci hanno colpito per le loro belle copertine e la loro linea editoriale ben definita.

La prima è Iperborea, casa editrice fondata da Emilia Lodigiani nel 1987 con l’intenzione di far conoscere al pubblico italiano la letteratura dell’aerea nord-europea. Le sue collane contengono traduzioni dei classici danesi, norvegesi, svedesi e finlandesi, di narrativa contemporanea, dai Nobel agli inediti. Oltre ai già citati paesi del nord, definiti da Magris “stazioni metereologiche della modernità”, Iperborea pubblica la narrativa dell’area neerlandese, estone e islandese, incluse le interessantissime saghe medievali.

Ricordiamo qui due degli autori che hanno garantito maggiore fama alla casa editrice: Arto Paasilinna, 120.000 copie superate con L’anno della lepre e Björn Larsson, 100.000 copie con La vera storia del Pirata Long John Silver. Iperborea ha trovato un’ulteriore segno distintivo nel formato dei suoi libri di 10×20 centimetri, esattamente quello dei mattoni di cotto, esso rappresenta il  tratto più riconoscibile della casa editrice e, infatti, non è mai stato toccato dal 1987.

La seconda è la Bottega Errante Edizioni, casa editrice che nasce nel nord-est nel 2013 proponendo “un’editoria lenta, lontana dalla ricerca della novità a tutti i costi “ con al centro il tema costante del viaggio, della partenza da un luogo ad un altro. Questi luoghi sono ora le osterie del Triveneto, ora Sarajevo e i Balcani sino ad arrivare alle cime delle montagne friulane.

Il progetto editoriale comprende Camera con vista, una collana di narrativa legata alle geografie, Le città invisibili, che narrano degli angoli nascosti delle nostre città, Microcosmi che pubblica inediti di autori novecenteschi e gli immancabili Saggi. Tra i libri che i gentilissimi ragazzi di Bottega Errante ci hanno fatto scoprire ricordiamo Balcan Circus di Angelo Floramo e  la Montagna Storta di Renzo Brollo. Questa casa editrice di Udine, in quanto associazione culturale, si occupa anche della direzione artistica di eventi e dell’ideazione e organizzazione di rassegne culturali, presentazioni di libri e serate musicali in Friuli Venezia Giulia, non mancando di “occupare anche osterie, spazi e, perché no, anche luoghi immaginari”.

Dicono che “La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno”, in questo caso, lasciatevelo dire, il treno va preso eccome!

Cari lettori,

al prossimo Pisa Book Festival!

Valeria Nitti

 

 

 

 

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