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23/09/2018
HomeAttualitàDALLO STERCO DI COCCODRILLO ALLA PILLOLA DEL GIORNO DOPO- Breve compendio degli anticoncezionali nella storia.

DALLO STERCO DI COCCODRILLO ALLA PILLOLA DEL GIORNO DOPO- Breve compendio degli anticoncezionali nella storia.

La fantasia umana non ha limiti, soprattutto se si tratta di risolvere problemi di prima necessità come procacciarsi del cibo, costruirsi un tetto sulla testa oppure concedersi qualche carnale piacere evitando le prevedibili conseguenze!

Le prime tracce dell’uso di metodi anticoncezioniali risalgono all’antica civiltà egizia. Per la precisione, in alcuni antichi papiri egizi riguardanti materia medica si parla di sterco di coccodrillo (sì, avete letto bene) che, mescolato con un apposito unguento doveva essere applicato all’interno della vagina allo scopo di evitare gravidanze indesiderate. Sull’effettiva efficacia di questo avanguardistico metodo lascio a ognuno le sue considerazioni, io, anche per questioni di sicurezza nel recupero della materia prima, lo eviterei…

Un altro metodo sufficientemente diffuso da essere citato sia in altri trattati di medicina egizi che nel Talmud è quello di inserire nella vagina, prima di ogni rapporto, un tappo di cotone in maniera da prevenire il passaggio dello sperma, una sorta di via di mezzo tra un attuale diaframma ed un Tampax, presumibilmente scomodo e non particolarmente efficace.

Ma, se questi metodi vi sconvolgono i prossimi riferimenti vi faranno rizzare tutti i capelli sulla testa.

Le informazioni sui metodi di controllo delle nascite nella tradizione greca ci arrivano attraverso Historia animalium  (V secolo a.C.) di Aristotele, così:

“alcuni impediscono il concepimento ungendo la parte della matrice in cui viene a cadere lo sperma con olio di cedro o con un unguento di piombo mescolato ad incenso e ad olio d’oliva.”

Mentre il Sun Ssu Mo, antico testo di medicina tradizionale cinese, insegna a prevenire le gravidanze indesiderate assumendo del mercurio e, si, se ve lo state chiedendo, specifica l’irreversibilità della scelta.

Ma passiamo a qualche metodo più conosciuto e diffuso anche ai giorni nostri.

 

Profilattico mon amour-

Anche i preservativi in lattice che conosciamo oggi hanno i loro degni antenati, nell’antica Grecia e nell’antica Roma venivano infatti ricavati dalle vesciche e dall’intestino di animali dei veri e propri strumenti ad uso profilattico da applicare sul pene dell’uomo, erano chiusi in cima da una cucitura e fissati con un nastro alla base, e, proprio come gli odierni preservativi  fungevano da barriera sia per le gravidanze indesiderate che per le malattie sessualmente trasmissibili.

Per arrivare al lattice sono dovuti però passare diversi secoli.

Tutti i metodi anticoncezionali, preservativo incluso, hanno attraversato un buio periodo dopo il declino dell’impero romano d’occidente e le uniche testimonianze che si hanno a riguardo sono estremamente vaghe e velate;  sono stati fortemente giudicati dalla religione e dalla pubblica morale nelle epoche successive.

Il doppio ruolo di proteggere dalle malattie veneree e di impedire l’instaurarsi di gravidanze faceva sì che il profilattico non potesse essere pienamente accettato dalla Chiesa e, in alcuni casi, dai governi. Diventò così merce illegale, di contrabbando, mal controllata e quindi poco adatta allo scopo protettivo originario.

Attraverso una serie di turbolenti alti e bassi nella storia, grazie anche alla scoperta e diffusione della gomma prima e del lattice poi, i preservativi sono andati trasformandosi in un bene alla portata della popolazione inizialmente altolocata e successivamente anche delle classi operaie, limitando fortemente la diffusione di malattie e favorendo le campagne per il controllo delle nascite.

Ai giorni nostri il preservativo è il metodo contraccettivo più diffuso, protegge efficacemente da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili e, con pochi accorgimenti, può essere uno strumento alla portata di tutti.

 

La pillola anticoncezionale-

Altro metodo protettivo molto utilizzato e apprezzato è la pillola anticoncezionale.

La paternità del primo contraccettivo orale si affida al chimico messicano Luis Ernesto Miramontes Cardenas, che, nel 1951 sintetizzò per la prima volta il Noretisterone, ormone di sintesi alla base poi della composizione della pillola. I primi test su un piccolo numero di donne vennero effettuati pochi anni dopo e, nel 1957 venne messo in commercio ed approvato dalla Food and Drugs Administration il farmaco vero e proprio: Enovid, con la possibilità di essere prescritto per il controllo di patologie del ciclo mestruale, di cui improvvisamente cominciarono a soffrire un importante numero di donne americane, non poteva ancora essere prescritto a scopo contraccettivo.

Soltanto nel 1960 fu approvata la sua vendita come anticoncezionale, e i suoi effetti collaterali (all’epoca decisamente non trascurabili, considerato l’elevato dosaggio ormonale) furono inseriti nel foglietto illustrativo soltanto nel 1978.

Questo ha fatto sì che si creassero intorno alla pillola anticoncezionale una serie di falsi miti.

Il meccanismo con cui funziona il farmaco è complesso, in poche parole gli ormoni contenuti nella pillola vanno ad agire su meccanismi di regolazione del nostro apparato endocrino impedendo la secrezione di sostanze stimolanti il ciclo ovarico. Durante l’assunzione della pillola l’ovaio smette di produrre ovuli fecondabili e l’utero non va incontro a quelle fisiologiche modificazioni che lo rendono in condizione di accogliere l’ovulo fecondato (tanto per stare sicuri).

Attualmente le pillole anticoncezionali esistono in varie formulazioni, possono contenere un solo ormone oppure due e in questo caso possono combinarsi in maniera differente nel corso del periodo di assunzione (monofasica-pillole tutte uguali, bifasica-nella seconda metà del ciclo cambiano i dosaggi ormonali). Le tipologie di pillole anticoncezionali attualmente in commercio sono innumerevoli e la scelta è fortemente individuale. La prescrizione deve essere fatta da un ginecologo dopo una visita accurata e opportune analisi del sangue.

 

La pillola del giorno dopo-

Quando qualcuno dei metodi di cui sopra non funziona ecco che arriva in nostro soccorso la pillola del giorno dopo (pgd).

Si tratta di un farmaco che, se assunto entro 72 ore dal rapporto non protetto permette di limitare la probabilità di andare incontro a gravidanze indesiderate.

NON è una pillola abortiva (quella è la RU-486, che è tutta un’altra storia), è un farmaco che impedisce la fecondazione dell’ovulo. Il principio attivo è lo stesso progestinico che troviamo nella pillola anticoncezionale (Levonogestrel) a dosaggio molto elevato, circa 10-20 volte superiore, che fa in modo di impedire l’ovulazione se non è ancora avvenuta e di ostacolare il passaggio degli spermatozoi attraverso l’utero e le tube, limitandone la motilità.  

Se l’impianto è già avvenuto, è doveroso riportare che la pillola del giorno dopo non  avrà un impatto sulla salute dell’embrione.

A causa dell’importante carico ormonale è fondamentale evitare l’uso ripetuto di questo farmaco, questo potrebbe provocare infatti un sovraccarico di lavoro per il fegato (poverino, già lo facciamo faticare tanto…) e aumentare la sensibilità agli effetti collaterali come alterazioni del ciclo  nausea, vomito, perdite, affaticamento, mal di testa.

Per le donne maggiorenni la pillola del giorno dopo può essere acquistata  Senza Obbligo di Prescrizione, direttamente rivolgendosi al farmacista che è tenuto OBBLIGATORIAMENTE a venderla.

Per le minorenni rimane l’obbligo di prescrizione, che può essere effettuata in consultorio, da un ginecologo, dal proprio medico di famiglia oppure dai servizi d’emergenza quali guarda medica e Pronto Soccorso, il personale sanitario sarà ovviamente tenuto a mantenere in ogni caso il segreto professionale.

 

TAKE HOME MESSAGE:

  • La pillola NON protegge da malattie sessualmente trasmissibili, il profilattico si!
  • La pillola del giorno dopo NON deve essere utilizzata a scopo contraccettivo ma SOLO in situazioni di emergenza.
  • In nessuna maniera lavarsi con Coca-Cola, bicarbonato o strani doccini dopo un rapporto vi eviterà una gravidanza.
  • Il sesso durante la mestruazione si può fare, ma non esclude la possibilità di gravidanze (se usate il preservativo).
  • Lo sterco di coccodrillo, oltre ad essere pericoloso e piuttosto difficile da reperire, non protegge da gravidanze indesiderate e probabilmente vi manderà in ospedale.

 

Sofia Q.

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