25/06/2019
HomeAttualitàElezioni Europee, un ultimo sguardo ai programmi prima del voto

Elezioni Europee, un ultimo sguardo ai programmi prima del voto

 

Tra il 23 e il 26 maggio 2019 i cittadini italiani ed europei saranno chiamati alle urne per eleggere i membri del Parlamento Europeo.

In Italia si potrà votare domenica 26 maggio 2019, dalle ore 7:00 alle 23:00 nel proprio comune di residenza, mostrando la propria tessera elettorale e la carta d’identità.

 

Per gli studenti fuori sede il gruppo Trenitalia e Ferrovie dello stato ha stanziato una serie di agevolazioni come il 70% di sconto sul biglietto del treno esibendo la tessera elettorale o il certificato di avvenuta votazione.
Il viaggio di andata può essere effettuato dal decimo giorno antecedente il giorno di votazione (questo compreso) e quello di ritorno fino alle ore 24 del decimo giorno successivo al giorno di votazione (quest’ultimo escluso).
Perché tutta questa mobilitazione per delle elezioni?

Dopo l’istituzione della Comunità economica europea (CEE) e della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom), l’Assemblea comune della CECA è stata estesa a tutte e tre le comunità. Composta da 142 membri, la nuova assemblea ha tenuto la sua sessione costitutiva il 19 marzo 1958 a Strasburgo con il nome di «Assemblea parlamentare europea», per poi essere denominata «Parlamento europeo» a partire dal 30 marzo 1962.
La Conferenza del Vertice di Parigi tenutasi tra il 9 e il 10 dicembre 1974 stabilì che si sarebbero dovute svolgere elezioni libere a partire dal 1978 per eleggere i membri del parlamento. Le prime elezioni risalgono al 7-10 giugno 1979. Prima delle elezioni dirette, i membri del parlamento venivano designati dai parlamenti nazionali di ciascuno stato membro. Lentamente l’Unione Europea ha ottenuto un graduale aumento di poteri, ad esempio in tema di bilancio, in alcuni ruoli legislativi (procedura di cooperazione) e molti altri.

Vista questa premessa storica, è importante e fondamentale il voto di ogni singolo cittadino.
Il futuro dell’Europa che vogliamo dipende soprattutto da noi e dalle nostre scelte; infatti l’Italia rappresenta una delle potenze egemoni nel panorama europeo insieme a Francia, Germania, Spagna e perfino il Regno Unito, che nonostante la questione della Brexit sarà comunque chiamato a votare il 23 Maggio.
La vera difficoltà in un panorama politico condizionato da comizi, promesse e false speranze è quella di scegliere un partito che possa rispecchiare i nostri ideali e i nostri valori. Sui social network spesso ci imbattiamo in quiz pro-voto che sottoponendo una serie di domande individuano attraverso l’uso di algoritmi il partito più vicino alle inclinazioni dell’utente.
(Se siete curiosi vi lasciamo qualche link: https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/05/16/elezioni-europee-quiz-scoprire-elettore/)

Inoltrarsi nei programmi elettorali è davvero difficile e spesso molto faticoso.

Potremmo raggruppare infatti per tematiche i punti centrali dei singoli punti nel programma: le forze di sinistra appaiono ancora una volta frammentate, i partiti più in vista sono da La Sinistra Italiana, Pd, Europa verde. Queste propongono una visione ecologista, aperta, innovativa e femminista. Punto nodale della loro campagna è stata proprio la vicenda della giovane Greta Thunberg e la sua mobilitazione internazionale, l’intento è quello di avvicinarsi maggiormente alle energie rinnovabili e alla salvaguardia dell’ambiente, incentivando l’uso di mezzi di trasporto ecologici.

Il MoVimento 5 stelle presenta un programma focalizzato sull’investimento di nuove energie, ma senza specificare di che tipo, no assoluto agli OGM, e nessun riferimento alle auto elettriche o mobilità sostenibile.

La Lega Nord propone in campo energetico solo una riduzione del costo della bolletta; per scorgere invece notizie sulle fonti rinnovabili bisogna scorrere sulla sua pagina Facebook di Matteo Salvini al lontano Luglio 2017 quando si diceva contrario ai monopoli energetici. Si parla molto di mobilità e trasporto, ma senza dati concreti. Punto focale è la flat tax (che propone una tassazione al 5% per le startup “estesa fino a 100mila euro di ricavi, esentandole da spesometro, studi di settore e indici di affidabilità”.

Forza Italia e Partito Popolare Europeo (PPE) discutono di innovazione, ricerca e sviluppo, idea fulcro è che l’Italia debba essere “attore principale” del Mediterraneo in campo energetico, economico, infrastrutturale e soprattutto nel tema delle immigrazioni. +Europa, PDE e Italia in comune si focalizzano su temi energetici proponendo una digitalizzazione della burocrazia per contrastare l’evasione fiscale e aumentare la trasparenza de processi. Propongono una libera circolazione di talenti nell’ UE chiedendo anche investimenti per la realizzazione di reti IoT e 5G necessarie per una società interconnessa. Il progetto Pan-europeo lotta per l’indipendenza energetica e per l’approvvigionamento e tutela dell’ambiente.

Infine, CasaPound e Forza Nuova, forze di estrema destra, si focalizzano poco sull’energia rinnovabile ricercando invece una autosufficienza italiana in questo campo proponendo un ritorno all’energia termonucleare. Forza Nuova pur restando sulla scia di CasaPound propone una chiusura del nucleare.

Vi sono altri partiti che potrebbero essere coinvolti nella lunga analisi di partito, ma purtroppo i programmi non sono ben dettagliati e si avvicinano spesso ad altre idee sopra citate, questi sono: Partito Comunista, Popolo delle partite iva, Autonomia per l’Europa (alpe), Partito animalista europeo e Partito Pirata.

 

Uno studio del Sole24ore si è soffermato sull’analisi delle parole che i giornali associano ai partiti.
La Lega di Matteo Salvini ha come slogan principale “Fronte Di Maio”, ovvero espressione scelta da Fronzetti Colladon per raggruppare i nominativi degli esponenti dei 5 stelle. Il MoVimento 5 stelle vive una situazione simile alla Lega, la parola più utilizzata sarebbe “vicepremier”. Appare evidente che la narrazione della campagna elettorale delle due forze di governo sui media si diriga aristotelicamente per genere prossimo e differenza specifica.
Il Partito Democratico sviluppa una metafora filosofica e ricorda le monadi di Leibniz, le due parole più utilizzate sono “Pd” e “segretario”. Forza Italia invece ha utilizzato la parola “europea” più volte, focalizzandosi sull’oggetto conteso.
Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni sulla scia di Forza Italia ha utilizzato più volte il termine “europea” insieme a “carroccio” per indicare lo sviluppo di governo.
Infine, +Europa  ha rievocato più volte lo stesso nome del partito “Europa” soffermandosi sull’analisi complessiva dell’istituzione giuridica e politica dell’ UE. La metodologia utilizzata per questo studio si è focalizzata sull’analisi di Wikipedia e Semantic Brand Score e il linguaggio politico.

Insomma, dopo tutte queste parole spese, questi discorsi, queste analisi semantiche siamo chiamati a votare e la scelta migliore che possiamo fare è quella di seguire le nostre inclinazioni al fine di perseguire un obiettivo importante e collettivo che l’Unione Europea ci richiede.

L’intento della campagna #iovoto è quella di promuovere l’importanza del voto come diritto e dovere giuridico, sociale, economico, dunque con tessera elettorale alla mano e giudizio critico lanciamoci verso queste elezioni alla ricerca del nostro futuro ancora tutto da scrivere.

Vi lasciamo con una citazione tratta dal film Suffragette (2015):

Come dice la signora Pankhurst, sono i fatti non le parole che ci daranno il voto”.

Buon voto!

 

Chiara Frisone

 

 

 

Fallo sapere anche su:




Nessun Commento

Area Commenti Chiusa.