23/05/2019
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Empowering youth globally to create sustainable solutions

Nel 2012, l’allora segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon incaricò l’economista americano Jeffrey Sachs di costituire un network di portata globale per l’implementazione di soluzioni pratiche per lo sviluppo sostenibile. Nacque così UN Soustainable Development Solution Network (SDSN), un’organo delle Nazione Unite che sulla scia dei risultati raggiunti dai Millenium Development Goals (MDGs), mira a mobilitare le competenze scientifiche e tecnologiche globali per promuovere approcci integrati in grado di affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali che si presentano oggigiorno.

Dal 2012, SDSN in collaborazione con altri enti, ha lavorato alla redazione dell’Agenda 2030 e dei suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Soustainable Development Goals – SDGs), adottati da parte delle Nazioni Unite nel settembre 2015. Facendo appello ad un ampio ventaglio di stakeholders – governi, mercato, società civile, università, giovani – SDSN punta a guidare le azioni sociali, economiche e ambientali verso il raggiungimento di un futuro sostenibile entro il 2030.
Fondamentale per SDSN è il potenziale insito nelle nuove generazioni, e per tale motivo, nel 2015 è stata lanciata ufficialmente l’iniziativa rivolta esplicitamente ai giovaniSDSN Youth, con lo scopo di educarli agli SDGs e creare vie per il loro raggiungimento, connetterli globalmente per garantire lo scambio di idee, condividere esperienze e supportarli nella progettazione e realizzazione di soluzioni innovative a scala localenazionale e globale.

In questa fitta rete di connessioni, ecco che l’Università di Siena riveste un ruolo di notevole importanza, essendo il centro di coordinazione di SDSN Mediterranean, il network regionale che comprende tutti i Paesi aderenti dell’area del Mediterraneo, e di SDSN Youth Mediterranean; data l’intensa attività di ricerca nel campo della sostenibilità da parte del nostro Ateneo.

Il Network Coordinator di SDSN Youth Mediterranean è Massimo Gigliotti, dottorando presso il Dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’ambiente (DSFTA) dell’Università di Siena, con cui Piazza del Campus ha fatto due chiacchiere.

D: Massimo, a te la parola, di cosa ti occupi in qualità di coordinatore di SDSN Youth Mediterranean?
R: Il mio compito è quello di coordinare membri di associazioni, gruppi e enti giovanili nella diffusione di soluzioni per lo sviluppo sostenibile, grazie alla cooperazione e condivisione di attività tra paesi del Mediterraneo, università e personaggio del panorama economico.
Al momento, il gruppo di studenti che è dietro SDSN Youth Med è ancora poco conosciuto; io stesso sono in carica solo dallo scorso luglio, quindi ci aspetta tanto lavoro, ma passione e grinta non ci mancano. Dalla nascita di SDSN Youth Med, infatti, si sono succeduti differenti coordinatori e questo ha certamente influito sulla mancanza di una struttura che garantisse un certo continuum nel lavoro.

D: Sul sostegno e sulla collaborazione di chi, può contare SDSN Youth Med?
R: Oltre a essere costantemente in contatto con gli altri coordinatori della rete Youth, i referenti delle università italiane e straniere sono, ad oggi, i miei più stretti interlocutori. Nel primo caso sono da ricordare: il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Brescia, l’Università degli Studi di Bergamo, l’Alma Mater Studiorum di Bologna, la Normale di Pisa, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo e in provincia di Bari siamo in contatto con l’Università Lum Jean Monnet.
Per quanto riguarda, invece, gli Atenei stranire, si tratta di circa 70 poli che comprendono le zone del Medio Oriente (ad eccezione di Siria e Libia), Spagna, Francia, Portogallo, Balcani, Turchia e Malta.

D: Lo scorso Novembre hai preso parte al SDSN Youth 2018 Rome Workshop, di cosa si tratta e cosa ti ha regalato questa esperienza?
R:
Una trentina di giovani provenienti da tutto il mondo, rappresentanti di SDSN Youth, hanno avuto modo di incontrarsi e confrontarsi tra loro e venire a tu per tu con portavoce di associazioni ed enti che trattano temi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. È stato un incontro estremamente fruttuoso, in quanto ha permesso ai giovani del network di conoscersi (ora non siamo più solo immagini profilo, ma persone vere) e dimostrare la volontà di agire per uno scopo comune: definire gli strumenti più idonei per sviluppo di azioni pratiche di sostenibilità. Grazie al Workshop di Roma, inoltre, abbiamo individuato quelle che saranno le nostre priorità future in termini di organizzazione e gestione del network e per lo scambio di informazioni.

D: Quali sono i progetti che il nostro Ateneo intende realizzare? Quali le azioni concrete in materia di sostenibilità?
R:
Siena nel suo piccolo cerca di dare il buon esempio e di fare la sua parte, infatti, lo scorso settembre il Santa Chiara LAB, spazio che ospita la sede fisica di SDSN Med, in collaborazione con ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), ha dato il via alla prima edizione della Siena Summer School on Sustainable Development. Circa 30 partecipanti provenienti da tutta Italia, tra cui studenti magistrali, professionisti, policy makers, hanno avuto occasione di assistere a lezioni teoriche, seminari e prendere parte a lavori di gruppo, guidati da accademici, rappresentanti di istituzioni, imprese e organizzazioni internazionali. Il filo conduttore è stata ovviamente la sostenibilità nelle sue tre dimensioni.
Durante le due settimane di incontri e dibattiti, sono stati elaborati e presentati progetti attinenti all’Agenda 2030 per sensibilizzare comunità, imprese e singoli individui sui temi della sostenibilità. Per alcune di queste proposte si intravede la possibilità che siano portate a compimento, e per tale motivo, è necessario che esse trovino terreno fertile per affermarsi e condurre a risultati concreti.

Uno dei progetti che coinvolge direttamente l’Università di Siena, è legato al tema dell’acqua; il nostro Ateneo, infatti, punta a incrementare l’uso di acqua pubblica delle fontanelle istallate negli scorsi anni nei vari complessi didattici, in alternativa all’acqua in bottiglie di plastica. In questo modo, si cerca di sensibilizzare i consumatori circa l’impatto ambientale dato delle proprie abitudini quotidiane. Inoltre, l’Università intende mettere a disposizione le analisi chimiche dell’acqua pubblica attualmente distribuita in Ateneo.
Per quanto riguarda più nello specifico il gruppo SDSN Youth Med, invece, la prospettiva è quella di promulgare buone pratiche di sostenibilità sul territorio e non solo in abito accademico. La nostra idea è quella di uscire dalle aule universitarie e attivarci per la realizzazione di campagne di sensibilizzazione che oltre ad incentivare l’uso di acqua pubblica vertano anche sull’eliminazione della plastica monouso, in linea con quanto stabilito dalla nuova normativa europea che ne prevede il divieto a partire dal 2021.

D: Quindi Massimo, cosa fare per entrare a far parte di SDSN Youth Med?
R:
Semplicissimo, basta contattare me!
Tutti sono liberi di partecipare, studenti, gruppi, associazioni, nelle loro possibilità e senza restrizioni.
Unico prerequisito: tanta voglia di fare.

Per chi fosse interessato può contattare Massimo al suo indirizzo email: massimo.gigliotti@sdsnyouth.org

 

 

Morena Bruno

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