Scrivici!









Seguici su:
21/03/2019
HomeAttualitàFEMMINISMO ED ECOLOGIA: LA COPPETTA MESTRUALE

FEMMINISMO ED ECOLOGIA: LA COPPETTA MESTRUALE

«La merda è un problema teologico più arduo del problema del male. Dio ha dato all’uomo la libertà e quindi, in fin dei conti, possiamo ammettere che egli non sia responsabile dei crimini perpetrati dall’umanità. Ma la responsabilità della merda pesa interamente su colui che ha creato l’uomo».

Così Milan Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere espone il paradosso per cui l’uomo parla apertamente di guerra e omicidio, ma arrossisce se sottoposto al tema della defecazione. La merda è un tabù, come lo sono la maggior parte dei fluidi corporei: fra questi, il sangue mestruale.

Si sta per concludere il secondo decennio del XXI secolo e ancora si fatica a parlare liberamente di mestruazioni: lo fanno le donne, preferibilmente sottovoce. Questo è un grave paradosso: forse dimentichiamo che la maggior parte di noi è venuta al mondo percorrendo lo stesso tragitto che compie il sangue mestruale ogni mese e che quest’ultimo simboleggia una delle cose a noi più care: la vita – o almeno la vita in potentia.

Credo sia questa la ragione per cui in Italia gli assorbenti non vengono considerati un bene primario, motivo per cui sono tassati al 22%. Ciò fa sorridere: da quando la donna può decidere se avere o meno il ciclo? Un’altra ragione per cui viene imposta una tassa così alta sugli assorbenti va sicuramente ricercata nel maschilismo che permea ancora la nostra società: d’altronde, a fronte di ciò, le lamette da barba, in quanto bene primario, non sono tassate.

Ma non è finita qui: se prodotti potenzialmente dannosi per la nostra salute, quali latticini, carne e birra, sono tassati tra il 4 e il 10%, gli assorbenti sono tassati quanto qualsiasi bene di lusso, superando la media europea di quasi il 20%.

Qualche dato concreto: una donna in media all’anno spende 126€ in assorbenti. Ora, moltiplicate questa cifra per i 12.000 assorbenti che una donna utilizza in media nella sua vita: sono tanti, troppi soldi. E, diciamocelo: tanti, troppi soldi per un prodotto che lascia molto a desiderare.

I materiali di cui si compongono gli assorbenti sono spesso tossici: questi vengono a contatto con zone delicatissime del nostro corpo. Giusto a titolo esemplificativo: agli assorbenti interni è stata imputata la TSS (“Sindrome da Shock Tossico”). Si aggiunga che questi stessi materiali sono altamente inquinanti e non biodegradabili. La plastica degli assorbenti impiega centinaia di anni a decomporsi e, se solo una donna ne consuma 12.000 in una vita, moltiplicate il numero per l’intera popolazione femminile: l’impatto ambientale fa rabbrividire. Questi sono solo i problemi più gravi legati all’uso degli assorbenti, ma non dimentichiamoci della loro scomodità, dei disagi che creano, soprattutto in ambito sportivo o durante i periodi caldi, dei cattivi odori che producono – e chi più ne ha, più ne metta.

Raccolsi questi dati qualche anno fa e mi decisi a provare un metodo alternativo: la coppetta mestruale mi ha cambiato la vita. Una coppetta mestruale costa intorno ai 20€ e dura anni: una bella differenza rispetto al costo degli assorbenti. Si compone di silicone medicale, il che comporta una totale mancanza di tossicità del prodotto. Inoltre, il silicone è un materiale che non ospita batteri: è quindi molto più igienico rispetto a quello degli assorbenti. A differenza degli assorbenti interni, non rischia di creare traumi o lacerazioni interne: la coppetta è morbida, liscia e flessibile. E, dato altrettanto importante, ha un impatto ambientale pari a zero. La coppetta mestruale è anche vegan-friendly: non contiene materiali di origine animale, né è testata sugli animali. Infine, la coppetta ha una tenuta pari a 12 ore e non permette perdite, il che la rende esponenzialmente più comoda rispetto agli assorbenti. Le uniche precauzioni da prendere sono il bollirla a fine ciclo e portarla sempre con sé.

«Dove sta l’inganno?» vi chiederete. Da nessuna parte: le “logiche” di mercato sono spesso assurde e ricadono sempre sulla pelle di noi consumatori – un motivo in più per passare alla coppetta mestruale!

Alle più restie vorrei dire una cosa: ho impiegato cinque anni per decidermi ad acquistare la coppetta mestruale. Lo so, è un cambiamento psicologicamente difficile da accettare e per alcune di voi vi sono effettive barriere fisiche, ma non temete: c’è sempre una soluzione. Gli assorbenti lavabili e le mutandine assorbenti lavabili presentano i medesimi vantaggi della coppetta mestruale.

Insomma, tornando alla citazione di Kundera, l’IVA al 22% sanno dove possono ficcarsela.

Giulia Barison

 

Fallo sapere anche su:




Nessun Commento

Area Commenti Chiusa.