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21/08/2018
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Heracleion–Thonis città sommersa e conservata dal mare: una novella Pompei

Sin dall’antichità l’uomo è stato preda del fascino esercitato dai misteri, dall’attrattiva dell’inspiegabile, incline in altre parole a sbrigliare la propria fantasia e farla galoppare nelle praterie dell’immaginazione pur di spiegare fenomeni ed eventi apparentemente inesplicabili. Ne sono esempi Atlantide e le piramidi Egizie: momenti storici che fungono da ossigeno per la fiammella della speculazione.

Heracleion–Thonis appartiene a questa categoria di eventi. Questa città secondo la leggenda nacque con la fuga di Paride ed Elena, i quali, al fine di sfuggire l’ira di Menelao, rimasero bloccati su un’isola del delta del Nilo.

Entrambi i nomi, quindi, indicano la città scomparsa nel mare circa 1200 anni fa. Ad oggi le cause del disastro sono ancora incerte: si pensa a un terremoto o un maremoto, oppure si fa risalire la causa all’enorme peso esercitato dagli edifici sulla superficie argillosa dove poggiavano le fondamenta. Una terza ipotesi, invece, vede l’azione congiunta delle cause sopracitate.
Heracleion infatti è una novella Pompei in quanto i suoi elementi costitutivi sono stati rinvenuti praticamente intatti, ma anche una novella Atlantide perché interamente sommersa. La città, ritenuta grande come Parigi, sprofonda nel mar Mediterraneo (nella baia di Abukir) a circa 6 chilometri dalla costa, vicino ad Alessandria. Questa sua ubicazione ha permesso la preservazione dei suoi elementi: l’azione dell’acqua, unitamente a quella della sabbia, ha reso infatti possibile il mantenimento di numerosi reperti. Questi artefatti sono stati poi rinvenuti dall’archeologo Frank Goddio insieme alla sua équipe in due decadi circa.  Si parla di circa 700 ancoraggi, oltre 60 relitti navali, monete d’oro, e infine statue di varie dimensione, fra cui alcune raffiguranti divinità.
Oggi, dopo intensi anni di lavoro, finalmente è possibile visitare la città, anche se non fisicamente: il Museo nazionale di Alessandria ha riprodotto virtualmente la porzione di città finora analizzata, attraverso sia video che fotogrammi delle immersioni.

Nonostante gli straordinari ritrovamenti, Goddio conferma che il lavoro di ricostruzione non sarà né breve, né tantomeno facile: egli infatti richiama alla memoria Pompei, la quale ha visto i primi scavi nel diciottesimo secolo, ma ancora oggi non smette di sorprendere e affascinare. Ad oggi sappiamo che la città in passato era un porto molto importante, simile a Venezia, con tutta probabilità il più grande del Mediterraneo; ed era inoltre un passaggio obbligato per accedere al regno d’Egitto.

Qualunque sia la sua origine, la scoperta di Heracleion ci permette di realizzare qualcosa di importante: in un’epoca, quella contemporanea, in cui ciò che conta veramente è l’andare avanti, l’andare oltre, è necessario riordinare le priorità e focalizzarsi sul passato, su ciò che ci ha preceduto, al fine di radicare la propria identità e non perderla nella velocità storica del progresso.

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