Scrivici!










Seguici su:
20/02/2018
HomeSvagoSportITALIA-SVEZIA: CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

ITALIA-SVEZIA: CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

“In ventisette anni di età, mai avrei pensato di assistere ad una cosa del genere”.

Una delle tante frasi fatte che si sentono pronunciare ad ogni angolo della strada, basta indicare l’età di chi parla, aggiungere un evento impensabile, e il gioco è fatto.

Questa, come tante altre frasi, sono all’ordine del giorno. Sopratutto oggi, quando questo ritornello l’ho sentito ripetere davvero in ogni istante e in ogni strada: gente ai bar, al lavoro, in università… tutti a dire “In X anni di età, mai avrei pensato di assistere ad una cosa del genere…”
E la questione, neanche a dirlo, riguardava l’eliminazione della nazionale italiana che si è vista sfuggire al qualificazione la prossimo Mondiale, Russia2018, perdendo contro la Svezia.

Una eliminazione che fa male, sì, ma che in fin dei conti era molto plausibile. “Cronaca di un disastro annunciato” si potrebbe dire, perché l’eliminazione contro la Svezia è solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso stracolmo.

Andiamo per ordine.

1. L’Italia. La squadra di ieri, per usare una metafora a noi nota, sembrava essere il classico studente universitario convinto che una notte insonne di studio matto e disperatissimo gli avrebbe permesso di passare l’esame, rubare un 18 e stare tranquillo. Ma tutti noi sappiamo che questa tecnica non funziona mai. Gli azzurri avrebbero anche potuto battere la Svezia ma questo non avrebbe significato gloria, anzi. I problemi di questa squadra vengono da lontano, da una intera qualificazione giocata con sufficienza e senza mai convincere, naufragata con la sconfitta per 3-0 in Spagna. Insomma questa nazionale ha molti più problemi di quel che si pensa, e perdere un mondiale potrebbe anche farle bene, considerato che di figuracce, nelle ultime due competizioni internazionali, ne abbiamo fatte anche troppe.

2. Ventura. Porta sulle spalle molte delle colpe, da formazioni assurde, passando per cambi scellerati, prese di posizioni che non ci si potrebbe permettere e spavalderia di chi si culla sul semplice fatto “Noi siamo l’Italia”. Ma non basta, caro Mister, perché c’era da lavorare ma niente è stato fatto, la testardaggine nelle scelte del modulo e dei giocatori convocati dimostrano che allenare la nazionale non è cosa da tutti; sopratutto se a mancare è anche il carisma. Ventura è certamente tra i maggiori indiziati, e dovrebbe quanto meno dimettersi (non fare entrare Insigne… no comment).

3. I singoli giocatori. Escluso Buffon, in molti ieri non si sono dimostrati all’altezza, intimiditi e nervosi hanno offerto prestazioni disdicevoli, pochi sono stati quelli che hanno, quanto meno, messo la grinta dove la tecnica non arriva; la maggior parte non ha retto la pressione, a dimostrazione di come, se i tuoi uomini giocano tutti in squadre di media classifica, un problema di fondo c’è. L’ultima grande Italia veniva da squadre che dominavano in Serie A e in Europa, capace di vincere una Olimpiade, giocarsi una finale europea e sopratutto spiccare ovunque. Ieri invece tre quarti di chi solcava San Siro non ha mai giocato partite decisive. Non che questo li giustifichi, sia chiaro, però pesa.

4. La FIGC. Se al vertice hai un presidente come Tavecchio, seriamente, dove credi di andare? Per non parlare della Lega Serie A. L’Italia è “malata” dai vertici, tante cose non funzionano già a partire da lì; da una struttura che non punta su settori giovanili, che non cura il proprio livello calcistico, che non interviene ma si culla sulla propria storia; che sceglie allenatori diversi ogni due anni perché non riflette mai sull’importanza immane che il ruolo del tecnico nazionale riveste (P.S: sia chiaro che non c’è alcun appoggio a quanto esclamato da Matteo Salvini in tema “calciatori italiani vs calciatori stranieri”, la mia è solo una considerazione calcistica: Spagna e Germania dimostrano che puntare sui propri giovani fa benissimo alla propria nazionale).

Davanti all’Italia ora c’è una sola strada: lavoro, lavoro, lavoro. Tutti quanti devono solo sedersi al tavolo, finalmente pensare, compiere scelte accurate e ripartire da zero, con un allenatore veramente in grado di svolgere il proprio compito, un gruppo deciso e preciso, una programmazione che ci permetta di arrivare alla prossima competizione estremante preparati. Guardando magari ai “nemici” tedeschi, gli unici davvero sempre sicuri e sempre perfetti.

Credo che non andare al Mondiale sia, a questo punto, la cosa migliore, perché niente ti obbliga a riflettere su te stesso quanto l’aver toccato il fondo. Sopratutto se è dal 2008 che si rimanda questa azione. Ora  sta a noi volerci alzare in fretta, e con testa.

Quanto a voi, tifosi come me, questa estate ci toccherà studiare, e gufare Germania, che non fa mai male!

P.P.S: mi astengo dal commentare tutti gli usi politici di questa eliminazione. Parliamo di sport, alla fine questo è il calcio, le strumentalizzazioni lasciano sempre il tempo che trovano.

Chiara Bertoldo

Fallo sapere anche su:




Nessun Commento

Lascia un Commento

css.php