23/08/2019
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La Conferenza sul Clima di Katowice – Intervista a Francesco Capezzuoli (Italian Climate Network)

Si è tenuta dal 3 al 14 dicembre la ventiquattresima edizione della COP , la Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici. Il summit internazionale ha avuto luogo a Katowice , in Polonia, e ha visto la partecipazione, oltre che dei delegati dei Governi delle Nazioni, anche di “Italian Climate Network“, un’associazione di volontari, giovani ed esperti che mettono in comune la propria passione, competenza e professionalità per affrontare le sfide poste dal climate change (fonte: www.italiaclima.org/chi-siamo/).

Di “Italian Climate Network” fa parte uno studente del secondo anno del corso di laurea magistrale in Ecotossicologia e Sostenibilità Ambientale Francesco Capezzuoli, che è nel team operativo di ICN ed è referente del Progetto Scuola per la sezione di Firenze. Francesco è stato alla COP24 a Katowice, motivo per cui abbiamo deciso di fargli un’intervista.

Francesco, che cos’è la COP?

La COP o Conference of the Parties è la conferenza annuale che raccoglie tutte le Parti (ovvero i Paesi) che aderiscono alla United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC). Le conferenze consistono in riunioni formali delle Parti e servono da piattaforma negoziale per consentire di arrivare a soluzioni condivise per contrastare i cambiamenti climatici. La prima sessione (COP1) si è svolta nel 1995 a Berlino mentre la terza , la COP3 si è tenuta in Giappone a Kyoto, occasione in cui è stato approvato l’omonimo protocollo.

Quali sono stati i temi affrontati nella COP24 di Katowice?

La COP24 è forse più importante della COP21 di Parigi dal momento che entro questa sessione occorrerà adottare il cosiddetto “Paris Rulebook” ovvero le regole di attuazione dell’Accordo di Parigi. I temi più spinosi dei negoziati consistono nelle questioni relative alla trasparenza degli impegni messi in campo e alla finanza climatica nonché ai contenuti e agli aggiornamenti dei Nationally Determined Contributions (NDCs), i Contributi Nazionali Volontari presentati dalle Parti all’UNFCCC che stabiliscono i rispettivi obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti. C’è stato spazio inoltre per transizione energetica, argomento delicato soprattutto in un Paese come la Polonia, dipendente in gran parte dalle miniere della Slesia, e con i giganti dell’oil&gas (Arabia Saudita, Kuwait, Russia e Stati Uniti) che si sentono minacciati e con le spalle al muro.

Che tipo di scenari futuri auspicano i delegati dei Governi dei Paesi che hanno partecipato alla conferenza?

La recente pubblicazione del rapporto speciale dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sulla differenza di impatti fra aumento di temperatura media globale di 1.5 °C e 2°C dimostra inequivocabilmente l’estrema urgenza di azioni concrete di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento agli ormai inevitabili impatti. Alla luce di ciò la comunità internazionale ha ancora più responsabilità nell’adozione di un quadro di regole per rendere operativo il regime climatico approvato a Parigi.

La priorità è andare verso una società sostenibile , integrando le politiche climatiche dando piena attuazione all’Agenda 2020-2030. Detto questo, ogni gruppo negoziale, considerate le proprie circostanze nazionali, porta avanti le proprie priorità e cerca di non far passare un testo privo delle menzioni che ritiene importanti.

Quali sono, secondo te, le azioni che l’Italia dovrebbe compiere per cercare di contrastare i cambiamenti climatici?

Nella giornata di mercoledì 5 dicembre ha parlato allaCOP24 il Ministro dell’Ambiente della tutela del territorio e del mare Sergio Costa sostenendo che l’Italia è in linea con gli obiettivi europei al 2020 in materia di ambiente e che vuole superarli e annunciando che l’Italia si candiderà per ospitare la COP26, che si terrà nel 2020.  Attualmente il ministero è al lavoro sul Piano Clima ed Energia , che mira a definire le azioni necessarie per ridurre le emissioni e incrementare le rinnovabili. L’idea di questo piano è di permettere la progressiva decarbonizzazione dell’economia italiana, a cominciare dal phase-out del carbone al 2025confermato come obiettivo nazionale. Costa ha espresso parere favorevole al finanziamento di azioni di mitigazione e adattamento nei Paesi in via di sviluppo (soprattutto in Africa), in particolare ha annunciato l’ulteriore contributo italiano al Fondo per l’Adattamento per una cifra di 7 milioni di euro. Speriamo che tutto questo non rimanga sulla carta e venga integrato in un’efficace politica industriale nazionale.

L’Accordo di Parigi , approvato nel dicembre 2015 in occasione della COP21, ha stabilito di mantenere l’aumento della temperatura media globale entro i 2°C, sforzandosi di contenere l’aumento entro 1.5°C. Da quanto visto e sentito a Katowice pensi che le Nazioni si stiano impegnando in maniera adeguata per rispettare questa “direttiva” internazionale?

Le numerose evidenze scientifiche e testimonianze visibili attorno a noi spingono ad agire in fretta e alla COP24 si dovranno inevitabilmente scoprire le carte. Le negoziazioni si muovono a rilento e continuano principalmente a svolgersi in modo informale tra i negoziatori tuttavia sono scesi in campo in maniera massiccia gli attori politici che hanno ribadito la necessità di scendere a compromessi , per quanto possa essere difficile, per poter creare un beneficio collettivo. Dopo una prima fase di mancanza di una vera leadership, la presidenza polacca, dopo una prolungata empasse, sembra stia cercando di prendere in mano la situazione. L’aria che si respira è di attesa per capire se questa COP riuscirà a essere un successo (come ci auguriamo) o ci costringerà a far slittare il lavoro alle prossime sessioni, un insuccesso che porterebbe a conseguenze inauspicabili.

Corrado Romano

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