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15/11/2018
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La Corte dei Miracoli è tornata a casa

Nel maggio dello scorso anno, vi avevamo parlato della Corte dei Miracoli, dopo alcuni mesi dallo sfratto, e, in particolare, delle ragioni di quest’ultimo, delle problematiche che l’associazione stava affrontando e, soprattutto, della storia della Corte e dell’altissimo valore che essa rappresenta per la città.
Ora che la Corte è tornata a casa, siamo ritornati da Francesco Ianniello, direttore organizzativo e responsabile comunicazione dell’associazione, per raccontarvi un nuovo aspetto, di certo molto più felice, di questa vicenda.

Riprendiamo da dove ci siamo lasciati l’ultima volta: raccontaci le vicissitudini che, finalmente, vi hanno riportati a casa dopo quasi due anni.

Il 29 novembre 2016 abbiamo lasciato la Corte causa sfratto esecutivo.
Subito dopo è cominciato un percorso che ha visto come protagonisti noi della Corte, la Asl (in quanto proprietaria dello stabile) e il Comune (si parla della passata amministrazione). Noi inizialmente credevamo che questo percorso sarebbe durato meno e speravamo che la situazione si sarebbe risolta nel giro di qualche mese, invece sono passati due anni, ovviamente non per nostra volontà o responsabilità.
È ovvio che, essendo coinvolte due grandi macchine burocratiche quali l’Asl e il Comune, è stato necessario fare tutto con una serie di formalità burocratiche, quindi i tempi si sono notevolmente allungati.
In questi mesi non abbiamo potuto fare molto se non insistere per risolvere la situazione.
L’Asl, infine, ha affidato la struttura al Comune di Siena, ovviamente dopo aver svolto dei lavori di impiantistica per mettere a norma l’edificio. Il Comune, a sua volta, ha indetto un bando di assegnazione, che la nostra associazione ha vinto.
Per la precisione abbiamo vinto il bando il 9 marzo di quest’anno, ma sono sopraggiunti altri problemi riguardanti la messa a norma, quindi nonostante noi sperassimo di rientrare già in primavera, abbiamo dovuto aspettare ben sei mesi per la firma del contratto, che è avvenuta il 10 settembre. Questo ha chiaramente creato un disagio, abbiamo dovuto fare tutto molto di fretta per essere operativi a settembre.
Nel momento in cui siamo ripartiti, però, abbiamo capito che ci sarebbero stati ancor più corsi e attività di due anni fa.
Ora abbiamo un regolare contratto di locazione con il Comune di 6 anni più 6.

Durante questi lunghi mesi senza casa dove si sono svolte le attività della Corte?

L’attività sociale per un periodo si è appoggiata presso la Misericordia, mentre i corsi (che sono attività private portate avanti dai nostri soci) hanno trovato delle sistemazioni provvisorie o si sono interrotti.
Siamo riusciti a organizzare diverse cene di autofinanziamento e alcuni eventi con il Comune e l’Università. Chiaramente non siamo riusciti a mantenere tutte le nostre attività culturali, soprattutto i concerti ogni settimana, ma ne abbiamo comunque organizzati diversi.
Ovviamente, trattandosi di un’associazione enorme (la più grande per numero di associati di Siena, quest’anno siamo già a 1200), tenere insieme tutti i membri non è stato semplice senza una sede di riferimento, col passare dei mesi alcune persone cominciavano a perdersi d’animo; ma l’amore delle persone per questo luogo e per quest’associazione le ha tenute insieme anche quando sembrava che non ci fosse una soluzione.

Qual è stato il momento peggiore in questi mesi? Avete mai davvero temuto di  non poter rientrare?

All’inizio eravamo tutti molto ottimisti, sembrava una situazione del tutto provvisoria.
Più passavano i mesi e più si accumulavano le problematiche, che noi ci siamo premurati di seguire direttamente.
Sicuramente il secondo anno è stato il più pesante, abbiamo avuto davvero timore di non poter rientrare. Ovviamente pian piano questo timore si è diffuso a macchia d’olio, soprattutto tra chi non aveva la possibilità di seguire passo dopo passo la vicenda come noi, dopotutto persino noi eravamo scoraggiati.
In più, tutti sentiamo la responsabilità di portare avanti un progetto in questo luogo, nessuno voleva assistere in prima persona alla chiusura di un posto che esiste da vent’anni e, speriamo, esista per altri venti.

Ci sono state diverse iniziative a favore della riapertura, quanto è stato importante il calore della città e degli studenti?

A dir poco fondamentale.
Come dicevo, abbiamo organizzato diverse cene di autofinanziamento che ci hanno permesso di tenere insieme i nostri membri e tutti gli affezionati, di ravvivare lo spirito associativo insomma.
Sicuramente, però, è stata la manifestazione tenutasi in piazza il 26 gennaio dello scorso anno a dimostrare fisicamente e visivamente all’amministrazione il potenziale della Corte.
Nel febbraio di quest’anno, poi, è stato realizzato un bellissimo video a sostegno della Corte, che ha coinvolto “attori” di tutti i tipi, a testimonianza di quanto sia vario il panorama dei nostri affezionati, e che ha registrato ben 15000 visualizzazioni.
Se non ci fosse stato l’appoggio di tutta la cittadinanza, che ha dimostrato a vari livelli l’importanza del nostro lavoro a Siena, non so se ce l’avremmo fatta.
C’è da dire che negli ultimi anni la Corte ha fatto un lavoro di apertura alla cittadinanza, prima i senesi non ci si avvicinavano nemmeno, ora vengono ai nostri concerti, portano i loro figli ai nostri corsi e così via. Ovviamente all’amministrazione queste istanze interessano molto, aver avuto l’appoggio di immigrati e studenti (sul quale, onestamente, noi contavamo a prescindere), ma anche dei senesi è stato fondamentale.
Poi io, come altri che lavorano qui, privatamente, ho ricevuto centinaia di messaggi di incoraggiamento, questo ci ha dato una forza incredibile. Persino gruppi musicali provenienti da tutta Italia, che in passato sono venuti a suonare qui, ci hanno mandato messaggi di sostegno, e così anche posti simili alla Corte presenti a Roma, Bologna, Firenze, Napoli, il che ovviamente ci ha dato ancor più voglia di risolvere la situazione.

Siete rientrati da circa un mese e le attività ormai sono riprese a pieno ritmo, cosa è cambiato nell’organizzazione?

Siamo rientrati materialmente alla Corte martedì 11 settembre e con noi un centinaio di persone, è stato un momento bellissimo.
Chiaramente è iniziato immediatamente l’anno associativo.
L’associazione funziona esattamente come prima, ma il Presidente è cambiato ed è ora Gabriele Usberti, il Vicepresidente è Manuele Putti e c’è, poi, un direttivo formato da altre sette persone. Ne approfittiamo per ringraziare Maresa Moglia, Presidentessa negli ultimi sette anni.

Come funziona l’accesso alle vostre serate e ai vostri corsi?

I corsi sono tenuti da nostri associati, quindi “privatamente” per così dire, ovviamente garantiamo sempre dei prezzi popolari, che però sono gestiti dai singoli insegnanti. C’è sempre la possibilità di una lezione di prova.
Le attività afferenti alla parte sociale sono gratuite tranne un piccolo costo di iscrizione.
Anche le attività culturali (per quanto riguarda presentazione di libri, mostre e così via) sono del tutto gratuite.
L’ingresso ai concerti è o gratuito o a prezzi sempre molto bassi, nonostante i costi che un evento del genere può comportare, cerchiamo di mantenere il prezzo basso per permettere a tutti di accedere, e ricordiamo che entro le 23 l’ingresso è sempre gratuito.
Da quest’anno tutti devono tesserarsi, sia per i corsi che le attività culturali e i concerti. La tessera è unica per tutte le attività (5 euro per sei mesi, 10 euro per un anno). Avendo ora un contratto con il Comune siamo stati obbligati a muoverci così, possiamo organizzare attività solo per i nostri “soci”.

Avete da poco ospitato il Festival dello studente cittadino organizzato dall’associazione SiiStudente, possiamo dire che sia di buon auspicio per una futura collaborazione, ancor più intensa che in passato, con le associazioni studentesche?

Gli studenti, per una questione di target culturale ed età, sono sempre stati i più attivi qui alla Corte.
Non solo, quindi, gli studenti sono coloro che, da sempre, hanno più frequentato questo luogo, ma quando sono loro a voler organizzare in prima persona delle attività sono sempre ben accetti.
La Corte, per sua natura, è un grande contenitore, all’interno del quale chiunque voglia organizzare e proporre delle attività e iniziative lo può fare e, anzi, deve farlo.
Per questo ci siamo subito attivati con i ragazzi di SiiStudente per organizzare questa bella iniziativa.
Il nostro unico “limite” è che, per statuto, non possiamo fare attività politica, siamo pur sempre un’associazione culturale, a parte ciò qui si può fare tutto.
Ovviamente ci sono delle difficoltà “organizzative”, perché in questa struttura convivono tantissime realtà che dobbiamo incastrare nel momento in cui organizziamo qualcosa di nuovo. Tutti devono essere tolleranti con gli altri, insomma.
Un mio personale progetto, che sto portando avanti insieme ad altri, è quello di organizzare molti più eventi e attività.

Quali sono le novità e i progetti per questo nuovo anno di attività?

Prima di tutto ci saranno due serate musicali a settimana invece che una, il giovedì e il sabato, già a novembre ospiteremo dei gruppi fantastici.
Il mercoledì sera c’è sempre il Cineforum a Corte, organizzato da Piero Usberti, articolato in minicicli tematici di tre film, tutti al di fuori dei circuiti commerciali e in lingua originale.
Il martedì e il venerdì proponiamo altri eventi, martedì scorso abbiamo ospitato una bellissima mostra dell’artista Joahnnes Dimpflmeier mentre venerdì ospiteremo il dibattito “Erranti Eretiche Erotiche” organizzato dall’associazione “Non Una di Meno.
C’è già un programma che riguarda i prossimi mesi, che porterà addirittura Wu Ming qui alla Corte il prossimo anno.
In generale manterremo le attività di sempre, quindi presentazioni di libri, mostre d’arte e fotografiche, spettacoli teatrali, in particolare proporremo un ciclo di spettacoli teatrali riguardanti la salute mentale, visto che siamo nel complesso dell’ex ospedale psichiatrico.
Insomma, facciamo e faremo in modo che almeno per tre o quattro sere a settimana la Corte proponga qualcosa di aperto a tutti.
Chiunque ci può contattare per proporre una propria attività, se per la musica ci arriva una mole di richieste che richiede una selezione per ovvie ragioni, per quanto riguarda le mostre e le varie attività è più facile concedere uno spazio e c’è la volontà di lasciare a chiunque la possibilità di esporre in un posto aperto a tutte e a tutti.
Vorrei sottolineare che da quando abbiamo riaperto stiamo ricevendo un calore incredibile, sia fisicamente qui alla Corte sia sui social; questo ci dà, ancora una volta, la voglia e la forza di andare avanti. Si è concluso il percorso che ci ha riportati qui, ma questo supporto sarà fondamentale per questa nuova fase che si è aperta per la Corte, vedere questo posto riempirsi per un evento è il vero motivo che ci spinge a fare tutto questo, del resto questa è un’associazione che non avrebbe senso di essere senza le persone che la animano e la amano.
Le persone hanno una grande voglia di stare qui e di partecipare ai nostri eventi e ai nostri corsi e, tutti insieme, vogliamo mantenere vivo lo spirito della nostra associazione: questo non è un posto chiuso, rigido, ma anzi estremamente fluido, anche chi è abituato a viaggiare per esibirsi si meraviglia che tante attività convivano in un unico spazio e ce l’hanno detto tante volte.
Questa è la vera forza di questo posto, ciò che lo rende unico, insieme alla bellezza delle persone che lo vivono, la Corte ha sempre avuto e ha tutt’ora un capitale umano incredibile.
A Siena, poi, una città difficile da cui le persone scappano proprio per la mancanza di spazi, è fondamentale garantire la sopravvivenza di un posto come la Corte dei Miracoli, che conceda a tutti libertà espressiva e, ancor più importante, la libertà di essere se stessi.

Per informazioni sulla Corte dei Miracoli, i suoi eventi e le sue attività visitate la pagina facebook o il sito.
Grazie a Francesco Ianniello per averci dimostrato, ancora una volta, grande disponibilità.

Giulia Baccaro

 

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