15/07/2019
HomeAttualitàLa Natura sta parlando – Inerti, osserviamo i guasti di questa fantastica “macchina” di nome Natura

La Natura sta parlando – Inerti, osserviamo i guasti di questa fantastica “macchina” di nome Natura

Ogni giorno, in ogni angolo del mondo, si verificano fenomeni di contaminazione ed inquinamento. Molto spesso questi termini sono utilizzati come sinonimi, erroneamente.

Infatti, se una sostanza si trova in ambiente in concentrazioni maggiori rispetto a quelle naturali, ma non tali da provocare alterazioni negli organismi viventi si parla di contaminazione; quando questo fenomeno, però, provoca un danno misurabile a carico di un sistema biologico, si parla di inquinamento.
Entrambi i processi, tuttavia, sono una conseguenza dell’incosciente e incontrollata attività umana, la quale prosegue sempre più verso un punto di non ritorno.

Eppure la Natura manifesta la propria sofferenza in svariate occasioni, ma noi inerti siamo pronti ad ignorarla quando siamo lì a trivellare, a smaltire illegalmente i rifiuti, ad abbattere intere foreste, ad ingozzare i nostri mari di plastica o a nutrire i nostri raccolti di pesticidi.

Indubbiamente non ci sono servite le lezioni del passato (da Seveso alla Terra dei Fuochi) e forse dimentichiamo che la Natura ci restituisce sempre quello che noi le “offriamo”. Se in passato ciò veniva giustificato con il paradigma della diluizione, secondo il quale la natura funge da “spugna” assorbente contro i fenomeni di inquinamento, oggi sappiamo che non è così.
L’ambiente attua una sorta di effetto boomerang: tutto ciò che esso riceve ritorna all’uomo a cascata. È per questo motivo che è necessario essere consapevoli dell’esistenza di limiti. Non a caso, nel 2009, Rockström et al. hanno introdotto la definizione di Planetary Boundaries: ovvero dei limiti ambientali entro i quali l’uomo può operare nel rispetto dell’integrità del pianeta, oltrepassarli significherebbe incorrere nel rischio di effetti non prevedibili. Secondo questo approccio, alcuni confini planetari sono già stati superati: biodiversità, cambiamento climatico e ciclo dell’azoto.
Questo ci suggerisce che la Natura necessita di maggiore attenzione da parte dell’uomo al fine di favorire l’armonia tra sviluppo della società e mantenimento degli ecosistemi. Ci sta dicendo: “Hey, non so se te ne sei accorto ma… esisto anche io!”.

Ci chiediamo mai, cosa erediteranno i nostri figli? O cosa diranno di noi, un giorno, i nostri nipoti?
Come direbbe Andrea Zanzotto, poeta italiano del secolo scorso, “Devo lasciare un biglietto a mio nipote: la richiesta di perdono per non avergli lasciato un mondo migliore di quello che è”.

Sconforto poetico a parte, è ora di armarsi di una prospettiva “ecocentrica”, al fine di sviluppare la consapevolezza che la Natura deve essere considerata sia dal punto di vista ambientale che da quello politico – economico.
Questo è il tema dello Sviluppo sostenibile: uno sviluppo che vada incontro ai bisogni delle generazioni presenti senza pregiudicare la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri (Rapporto di Brundtland, World Commission on Environment and Development,“Our Common Future”, 1987). Sostenibilità che si raggiunge soltanto se economia, ambiente e società vanno di pari passo. Sembra scontato che un’economia non possa esistere senza una società, ma non è altrettanto ovvio che economia e società non possano esistere senza un ambiente che li supporta.
È evidente, come il sistema politico-economico attuale, basato sulla massimizzazione del profitto sia colpevole di avere un’organizzazione comportante inevitabilmente l’utilizzo incondizionato delle risorse e dell’ambiente. Un esempio tangibile è quello dell’estremo sfruttamento di energia da fonti non rinnovabili quali carbone, petrolio e gas naturale.

In conclusione, è evidente che noi siamo la causa dell’inquinamento, nessuno escluso.

Evitiamo di nasconderci, intanto la Natura sta parlando

Carola Murano

Fallo sapere anche su:




Nessun Commento

Area Commenti Chiusa.