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21/08/2018
HomeAttualitàLa pappa al pomodoro, l’Italia attraverso le tavole del Fuorisede.

La pappa al pomodoro, l’Italia attraverso le tavole del Fuorisede.

VIIIIVAA LA PA-PA-PAPPA  COL PO-PO-PO-PO-POMODOOROOO!!!

Buonissima, economica e facile da preparare: a prova di fuorisede!

La pappa col pomodoro è un’antica ricetta della cultura contadina Toscana, un piatto povero che utilizza ingredienti semplici che, per non venir sprecati, venivano rielaborati per confezionare questo piatto completo ed estremamente saporito. Esistono innumerevoli versioni della pappa, ogni famiglia ha aggiunto nel tempo un tocco personale alla tradizione e modificato leggermente la ricetta principale con nuovi ingredienti o modificando le modalità di cottura.

LA RICETTA: 

I punti fermi, ingredienti fondamentali e imprescindibili del tipico piatto povero sono:

  • pane sciocco  (senza sale- il classico pane toscano, categoricamente raffermo)
  • olio bono 
  • e pomodori maturi!

Oltre a questi vi serviranno:

  • sale e pepe quanto basta,
  • foglie di basilico fresco,
  • tanto aglio
  • acqua (o brodo vegetale, per un tocco di sapore in più).

Procedimento:

Prima di tutto accendere la musica e far partire il giusto sottofondo: Rita Pavone, Viva la pappa col pomodoro. Non viene altrettanto bene se no.

Dopodichè, possiamo cominciare: il pane va tagliato in pezzi abbastanza grossolani, e strusciato con un paio di spicchi d’aglio che gli diano sapore (senza esagerare o la vostra vita sociale sarà irrimediabilmente compromessa).

Intanto in una pentola capiente far soffriggere qualche spicchio d’aglio in abbondante olio finchè non prede colore.

Togliere l’aglio ormai dorato e aggiungere i pomodori precedentemente pelati e tagliati a pezzi grossi (per pelare i pomodori è bene inciderli a croce e farli sbollentare qualche minuto in acqua bollente, poi spellarli sarà semplicissimo), i più temerari -aka i più pigri- possono mettere i pomodori con le bucce, io rientro nella categoria, quindi lo faccio e viene buonissima lo stesso.

Alla salsa che si è creata aggiungere quindi i pezzi di pane mescolando molto bene.

Ricoprire d’acqua o, molto meglio, di brodo finchè il pane non risulta ben ammollato.

Quando il pane si è spappolato e la zuppa ha raggiunto una consistenza cremosa togliere dal fuoco, aggiustare di sale e pepe, aggiungere qualche foglia di basilico fresco, un giro d’olio e il miracolo è fatto!

 

Curiosità:

 

Evviva, evviva!…

Oggi a desinare si è finalmente cambiato minestra!… Abbiamo avuto una eccellente pappa col pomodoro alla quale le ventisei bocche dei convittori dei collegio Pierpaoli han rivolto con ventisei sorrisi il più caldo e unanime saluto…

[…]

Anche nelle storie delle nazioni ci sono i popoli che ogni tanto si stancano d’aver sempre minestra di riso, e allora avvengono le congiure, i complotti, e saltan fuori i Michelozzi e gli Stoppani che affrontano i pericoli finché per la loro abnegazione, non si passa alla pappa al pomodoro…

Meno noto della famosa trasposizione musicale di Rita Pavone è il riferimento al ruolo sociale della pappa col pomodoro di Vamba nel suo Il Giornalino di Gian Burrasca. In quest’opera infatti il protagonista è un giovane scapestrato che ne combina una dietro l’altra (da cui il termine popolare “sei un Gian Burrasca”, riferito a bambini irrequieti e disobbedienti); nello specifico episodio la pappa al pomodoro è per lui, e per gli altri convittori del collegio dove alloggia, il risultato di una grande vittoria contro i cuochi della mensa che erano soliti propinare ai ragazzi tutti giorni della settimana una misera minestra di riso ma che hanno dovuto cambiare menù dopo l’intervento di Gian Burrasca e i suoi amici.

 

Buon appetito, Sofia Q.

 

 

 

 

 

 

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