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25/06/2018
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L’equivoco

Quando l’equivoco guadagna un suo destino un inferno mette radici e presto o tardi si riverserà come una pestilenza. Non sapendo discernere il dolore dalla cicatrice, una mia distrazione ha permesso all’equivoco di penetrare netto, dilatando il vuoto della tua assenza. L’abitudine più grande è diventata la paura di una devozione che altro non chiede se non di essere battezzata. Ho circoscritto l’equivoco, liberandolo da quel tiranno astratto che è il tuo nome; sottile celebrazione del tentativo di farsi coraggio fischiettando al buio.

Francesco Folletti

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