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20/02/2018
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L’ESN Siena GES: un’intervista al Presidente

Sono arrivata a Siena per la prima volta fine gennaio, in una città sconosciuta che sarebbe diventata la mia casa per i seguenti sei mesi del mio Erasmus. Contrariamente a quello che si pensa dell’Italia all’estero, a fine gennaio faceva ancora freddo e pioveva a dirotto. E tutti gli studenti erano confinati in casa a studiare per gli esami. Non sembrava un buon inizio per la  mia sperienzia Erasmus. Comunque, mi sono rivolta ai volontari dell’ESN (Erasmus Student Network) che mi hanno aiutato tantissimo a sistemarmi nella mia nuova vita e a conoscere altri studenti Erasmus e italiani. In men che non si dica, mi ero già stabilita, il buon tempo era arrivato, avevo già fatto tante conoscenze e non volevo credere che il conto alla rovescia dei miei giorni a Siena andasse così velocemente.

L’ESN è stata una parte integrante dalla mia esperienza Erasmus a Siena – sono quelli che mi hanno aiutato a compilare l’interminabile quantità di moduli, quelli che hanno organizzato innumerevole serate di feste (Al Cambio e Despacito mi ricorderanno per sempre Siena) e che sono stati sempre disposti a condividere la vita italiana con noi stanieri. Ed è per quello che ho deciso di scrivere su questa associazione così rilevante per tutti gli Erasmus che scelgono Siena come destinazione per i loro scambi.

Festa della Repubblica, Piazza del Campo, l’unico posto all’ombra alle 3 del pomeriggio. Aspetto Dario Rizzo, il Presidente della sezione senese dell’ESN, GES (Gruppo Erasmus Siena), che arriva un po’ in ritardo ma simpatico come sempre.

Studente venuto dal Sud, Dario è a Siena da 6 anni e, dopo essersi laureato in Banca e Finanza, ora frequenta l’ultimo anno della Magistrale in Economia, Banca e Finanza. Lui è già andato in Erasmus. Lo scorso semestre è stato a Reading, vicino Londra, per il suo scambio, ma il suo rapporto con l’ESN era già cominciato tre anni prima, qui a Siena.

Cos’è l’ESN?

“Dopo tre anni posso dire che è un gruppo di persone che diventano anche amici, che decidono di dedicare il loro tempo libero a conoscere nuove persone, nuove culture, ad imparare nuove lingue e questo lo fanno, appunto, incontrando gente che viene da tutto il mondo. Qui a Siena è molto facile farlo, perché è molto piccola quindi è facile incontrarsi senza perdere molto tempo come può succedere a Londra o Roma, città grandi. Diciamo che è un hobby che può aiutare chi arriva qui in Erasmus risolvendo piccoli problemi, ma può essere ultile anche a conoscere gente nuova, ad imparare una lingua.”

Secondo Dario, l’ESN è l’associazione non-profit più grande di Europa: più di 500 università aderenti, con sede centrale a Bruxelles dove collabora con la Commisione e il Parlamento Europeo. In Italia esiste ESN Italia, diviso in altre 52 sezioni locali. “La curiosità è che Siena è stata la prima sezione ESN in Italia, infatti ora esiste da 27 anni.” Diversi eventi vengono organizzati, sia a livello internazionale con eventi per gli staff per l’aggiornamento e l’informazione, sia a livello nazionale: quattro eventi annuali – le Piattaformi Nazionali – dove dei rappresentanti di ogni sezione locale si incontrano per votare regolamenti, organizzare gli eventi nazionali, scegliere il Presidente di ESN Italia, oltre agli eventi di ESN Italia per la sezione nazionali dove partecipanno anche circa 2000, 3000 Erasmus.

Riguardo ai membri dell’associazione, siete tutti volontari?

“Siamo tutti studenti volontari, ognuno dedica il tempo che vuole e che può all’associazione. Io per esempio sono il Presidente quindi faccio un po’ più di cose però altri studenti decidono di fare meno, cioè organizzare le serate, fare i turni in ufficio. Insomma, ognuno dedica il tempo che ha a disposizione; non c’è un regolamento. Due anni fa quando ho iniziato io, eravamo pochi, eravamo dieci o venti; l’anno scorso il primo semestre eravamo una quindicina; ed ora siamo più di cinquanta. Quest’anno abbiamo fatto due giornate di recruiting per spiegare agli studenti italiani cos’è l’ESN, che cosa facciamo, e molti si sono avvicinati. Anche se si ha  l’idea di partire in futuro l’ESN è un’opportunità per conoscere già persone e studenti stranieri che studiano in paesi dove poi loro andranno in Erasmus. È utile per conoscere la cultura e la lingua già da prima. Gli Erasmus incoming sono circa 600. Anche questi sono aumentati perché due anni fa erano 400, l’anno scorso 450-500 e quest’anno siamo arrivati fino a 600. Gli outgoing sono un pò di meno, circa 300.”

Intorno al 60% sono venuti dalla Spagna perché entrambi paesi hanno una cultura e lingua simile ed è più facile adeguarsi, ma ci sono altri venuti dalla Francia, dalla Germania, dalla Polonia ed altrove. Inoltre ci sono altri scambi non Erasmus con degli studenti che vengono dall’Argentina, dal Brasile ed altri paesi.

Ma come si fa per partecipare all’ESN?

“Noi invitiamo chiunque: se hanno voglia di conoscere nuove persone, praticare nuove lingue e hanno tempo da dedicare all’associazione di volontariato, sono tutti benvenuti. Ovviamente, quando ci organizziamo a livello locale prima abbiamo il compito di gestire l’ufficio dove bisogna fare dei turni e organizzare le serate, quindi se uno pensa di avvicinarsi all’associazione può farlo sia partecipando alle serate, alle feste, tesserandosi come anche gli Erasmus lo fanno, oppure partecipando più attivamente come staff. Non ci sono dei grandissimi requisiti però l’ importante è che per fessere dello staff bisogna avere un po’ di tempo per dedicare, senza regole fisse però un minimo, perchè l’ importante è lavorare di squadra e così dividendosi tutti i compiti,riusciamo a fare in  poco tempo, grandi cose.”

Ronda veloce

3 Cose che hai guadagnato dall’ESN:

  • “Parlare in pubblico, sia in italiano che in inglese. Sbloccarmi a livello personale, ma anche avere più familiarità con la lingua inglese.
  • “La lingua inglese in sé per sé. Pratticare ogni giorno la lingua [nell’ufficio, telefonate, email, Facebook] mi ha portato ad avere maggior praticità con la lingua e quando sono stato in Inghilterra non ho avuto nessun tipo di problema nonostante l’inglese imparato a scuola sia diverso dal inglese parlato lì.”
  • “Il fatto di capire se potessi esercitare una leadership in futuro. Per esempio, io ho deciso di fare quest’anno il Presidente proprio per capire se avessi  le capacità di guidare un gruppo, facendolo in modo construttivo, senza competizione e devo dire che grazie al lavoro di tutta la squadra mi sono reso conto che lavorare in team ti fa poi capire se riesci o meno a guidare quella squadra.”

3 cose da non perdere per gli Erasmus a Siena:

  • “Ovviamente, il Palio.”
  • Vivere con gli italiani per diventare italiani. “Va bene imparare la lingua ma quando la parli e la vivi tutti i giorni è tutta un’altra cosa. Gli Erasmus devono proprio vivere con gli italiani, proprio diventare italiani perchè alla fine se si sta solo con gli inglesi, solo con gli spagnoli, è un’esperienzia ma non è vita. Quindi vivere veramente la città e non solo abitare nella città.”
  • L’università italiana. “Secondo me il livello dell’università italiana è molto alto, magari manca un po di pratica e laboratori però a livello di insegnamento è ottima quindi magari oltre ad integrarsi con la vita italiana conviene sfruttare questo periodo per fare delle esperienze diverse dell’insegnamento italiano che è uno dei migliori.”

Un bel ricordo o esperienza dell’ESN

“A me piace ogni anno il primo giorno quando si fa la conferenza e poi l’aperitivo perchè lì l’obiettivo di tutti è conoscersi – devi andare alla scoperta di nuove persone, sai che ci sono 500 persone quindi chiacchieri con uno, parli con l’altro e quella è la cosa più bella: conoscere nuove persone il primo giorno.”

 

Alla fine dell’intervista, Dario ci vuole lasciare con alcune parole di ispirazione.

“Io penso che l’Erasmus è una esperienza che dovrebbere essere obbligatoria perché è qualcosa che ti cambia e che chiunque dovrebbe fare. Pochi riescono a pensare, sia l’associazione Erasmus che l’esperienza dell’Erasmus, non come una perdita di tempo, ma come una cosa per arricchirsi e per crescere. La maggior parte dei miei amici italiani dicono ‘sì ma se vado per sei mesi in Inghliterra o in Spagna e poi forse non faccio gli esami, vado più lento’, ma è un’ esperienza di vita, un’ esperienza non soltanto per gli esami ma che ti fa crescere tanto. Invito a chiunque a fare questa esperienza all’estero e soprattutto, dopo l’esperienza all’estero, magari a cercare se nella propria città ci sono associazioni e persone straniere o erasmus per continuare questo rapporto perché è soltanto l’inizio per una crescita internazionale. Oggi per uno studente di 20 anni, 30 anni, la vita in Erasmus non è soltanto uno step ma deve essere uno stile di vita internazionale che deve avere sempre l’obiettivo di conoscere persone di tutto il mondo: siamo cittadini del mondo e non della Spagna, nè dell’Italia, nè della Francia.”

Anch’io mi sento ora ancora di più cittadina del mondo e trovo vere le parole di Dario; tutti devono andare in Erasmus o vivere all’estero per un periodo notevole di tempo. In questo tempo non ho soltanto migliorato il mio italiano ed ho conosciuto la vita italiana di prima mano, ma ho imparato a rivolgermi agli altri facendo la prima mossa, da sola, a uscire dalla mia comfort zone, a godere di ogni opportunità che  mi si è presentata – si cresce come individui e si vivono esperienze davvero indimenticabili fatte dalle persone che conosci lungo la strada. Once Erasmus, forever Erasmus.

Per altre informazioni: http://www.gruppoerasmussiena.it/

Zoe Amador Martínez

 

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