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15/11/2018
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Miti da sfatare: la congestione, un’ossessione italiana

Siamo cresciuti con questo ritornello nelle orecchie: “non uscire con la pancia nuda, che prendi freddo!“, “non uscire subito dopo mangiato, che poi ti senti male!”, ma soprattutto “non fare il bagno dopo mangiato!“.
E noi, a nostra volta, da adolescenti ne abbiamo approfittato quando, di ritorno da una festa, venivamo sorpresi dalla mamma a vomitare nel water: “eh mamma, tirava il vento…ho preso freddo, mi è venuta la congestione”.

LA CONGESTIONE. Nemica degli stomaci e degli intestini, assassina di incauti bambini poco vestiti, e soprattutto foriera di annegamenti. Ma cosa direbbe vostra madre se le diceste che, in realtà, non ci sono prove che esista una cosa chiamata “congestione”?

Partiamo dalla terminologia. La parola “congestione” viene effettivamente utilizzata in medicina per indicare un eccessivo afflusso o ristagno di sangue in un tessuto: questo è l’unico, vero significato del vocabolo, e se non ci credete potete consultare la Treccani. Nel linguaggio popolare, il termine viene impropriamente usato per indicare una situazione di blocco digestivo in seguito all’esposizione al freddo. Cosa ha a vedere con la congestione propriamente detta? Probabilmente il fatto che, secondo il senso comune, tale blocco digestivo deriverebbe da un improvviso accumulo di sangue nell’apparato digerente causato dal freddo, e tale da privare il resto dei tessuti del necessario nutrimento, causando nella migliore delle ipotesi pallore, tremore, svenimento, e nel peggiore la morte.
Un po’ drastico, no?

Non solo: la congestione, il cui spauracchio ci ha tenuti lontani dal mare tre odiose ore ogni giorno dopo colazione e dopo pranzo, flagella soltanto le spiagge italiane. Parlatene con uno spagnolo, un francese, un americano, e vedrete lo stupore dipingersi nei loro occhi. Sarà perché nelle altre nazioni non mangiano durante l’estate? Oppure perché noi siamo l’unico paese nel quale esiste la parmigiana di melanzane? Ai posteri l’ardua sentenza. Resta il fatto che moltissimi esperti del nostro Paese concordano nell’affermare che si può fare il bagno dopo mangiato, che la congestione molto probabilmente non esiste, ed è in ogni caso evidente che non esistono articoli scientifici che ne attestino nosografia e fisiopatologia. Per un’ulteriore conferma basta dare una sbirciatina a quelle che la WHO (World Health Organization), così scrupolosa da inserire praticamente anche l’aria che respiriamo nelle cause di morte, ritiene essere le principali cause di annegamento: vi troverete età, sesso, utilizzo di alcool, ma non la congestione.

 

Tre cose, però, sono vere. La prima è che l’impatto con l’acqua fredda, così come in generale un brusco sbalzo termico, può causare una caduta della pressione arteriosa tale da causare palpitazioni, sudorazione algida, pallore, svenimento: in altre parole quella che in termini medici viene detta una sincope, una brusca e improvvisa perdita di coscienza dalla quale ci si risveglia senza esiti permanenti. Questo è però dovuto alla stimolazione del nervo vago causata dal brusco cambio di temperatura, e sebbene possa effettivamente essere pericoloso se ci si trova immersi in acqua (ragione per cui i nuotatori sono soliti fare una doccia fredda prima di tuffarsi “per abituarsi”), non ha nulla a che vedere con la digestione.

E’ vero anche che episodi del genere possono capitare dopo un pasto abbondante, anche se il meccanismo non è ancora del tutto chiaro, e si parla di sincope situazionale: può occorrere dopo un pranzo luculliano, dopo o durante la minzione e la defecazione (nessuno ricorda l’episodio di Scrubs in cui J.D. sveniva ogni volta che andava in bagno?), in caso di spasmi colici…Potrebbe essere dovuta alla stimolazione delle fibre del nervo vago che percorrono le pareti dei visceri, o alla ridistribuzione del flusso ematico durante la digestione, ma di certo non ha niente a che vedere con il freddo!

Infine, un’ultima grande verità: se per pranzo avete preso due panini, andate a fare il bagno sereni. Ma se avete mangiato la pasta al forno di nonna, le melanzane fritte, l’abbacchio e avete annaffiato tutto con abbondante vino rosso, quello di cui avete bisogno –quello che meritate– è una bella dormita sotto l’ombrellone. E se decidete di buttarvi in mare, non pretenderete certo di stare a galla!

-Lucia Cherubini

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