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09/12/2018
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Miti da sfatare: La teoria del sincronismo mestruale

Si tratta di una delle leggende più radicate nella popolazione femminile, secondo la quale due o più donne a stretto contatto fra loro – che vivono, ad esempio, sotto lo stesso tetto o dividono la scrivania in ufficio – siano in grado, mediante interazioni ancora del tutto sconosciute, di far coincidere l’arrivo delle mestruazioni nei medesimi giorni.

Tutt’oggi la teoria del Sincronismo mestruale si fa spazio fra nuclei di donne ancora fermamente convinte della sua veridicità: molte sostengono si tratti una reazione di adattamento, altre di semplice affinità femminile, altre ancora – le più affezionate all’idea – provano addirittura ad avanzare ipotesi di “suggestione tra neuroni” (WHAT?!?).

La nascita di questa tesi bizzarra è da ricondurre agli inizi degli anni ’70. Martha McClintock, psicologa statunitense ed allora ricercatrice presso l’Università di Harvard, aveva osservato l’andamento dei cicli mestruali su alcune studentesse che condividevano l’alloggio universitario, riuscendo a scorgerne una correlazione – secondo la stessa – basata su meccanismi di condizionamento psicologico. Lo studio fu così pubblicato nel 1971 dalla rivista Nature, ed ebbe un impatto sociale immediato, tanto da avvalergli il nome di “Fenomeno McClintock”.

Tuttavia, le analisi sviluppate dalla ricercatrice possedevano falle di imprescindibile importanza: innanzitutto, non erano correlate da alcuna spiegazione tecnico-scientifica che potesse fisiologicamente giustificarne il collegamento; inoltre, le indagini erano state condotte per un arco temporale limitato e su un campione estremamente ristretto di donne, sulle quali non era stato effettuato approfondimento di alcun tipo (età, squilibri ormonali, eventuali ritardi del ciclo mestruale, alimentazione, stile di vita, condizioni di stress, assunzione di farmaci).

Negli anni la teoria è stata approfondita a più riprese da scienziati curiosi di confermarne o sfatarne l’attendibilità. Fra tutti, spicca un’équipe di ricercatori dell’Università di Oxford che ha monitorato un gruppo di 360 coppie di donne che vivevano a contatto costante: solo in 79 di queste il ciclo mestruale convergeva all’incirca negli stessi giorni, mentre in 273 rimaneva del tutto divergente.

Non esiste alcun meccanismo biologico che possa confermare simili coincidenze, si tratta piuttosto di un semplice calcolo probabilistico. Il ciclo mestruale dura circa 28 giorni, durante i quali ogni donna è esposta a una serie di fattori esterni e/o interni che possono determinare un ritardo o un anticipo nella manifestazione della mestruazione. È pertanto inevitabile che due donne, che vivano nella stessa stanza o ai poli opposti del pianeta Terra, possano condividere i giorni di ciclo mestruale in più di un’occasione nell’arco dell’età fertile.

Silvia Fanelli

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