23/05/2019
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Non solo chiese, case e castelli: Alla ricerca dell’arte ambientale

La gita fuori porta che oggi vi proponiamo è un piccolo itinerario tutto ambientale, una “caccia al tesoro” alla scoperta dell’arte contemporanea nascosta tra i vicini paesaggi urbani e naturali.

 

REQUISITO FONDAMENTALE:

  • Automobile

 

 

  1. POGGIBONSI
  • I dormienti di Mimmo Paladino

Poco fuori dal centro storico, un paesaggio incantevole abbracciato da filari di cipressi avvolge ed accoglie la Fonte delle Fate, unica fonte medievale superstite dell’antico castello di “Poggiobonizio”. Qui è possibile vedere l’installazione che Mimmo Paladino ha esposto per la prima volta, in occasione del progetto “Arte all’Arte. Arte, architettura, paesaggio”, promosso nel 1998 dalla Associazione Arte Continua di San Gimignano.

I dormienti sono sculture in terracotta adagiate dentro la fonte, a pelo d’acqua, su basi in metallo di diversa grandezza. Si tratta di e “coccodrilli” e “figure umane” addormentate in posizione fetale che ri – popolano quello spazio, rendendolo nuovamente luogo.

Lo stagionale aumentare o diminuire del livello dell’acqua sommerge o svela le figure, mentre il muschio delle pareti si trova in sintonia con la porosità dell’argilla delle sculture che si imbeve di acqua e diventa fertile humus per giovani muschi.

Nessun titolo sarebbe stato più suggestivo di questo: “Dormienti”, calando le sculture nella silenziosa attesa del risveglio che precede un magico sonno.

 

  • Gli omini di Antony Gormley

Ora è il centro storico di Poggibonsi a rivestire il ruolo di “luogo dell’arte”. Le sculture dell’artista inglese Antony Gormley, installate tra il 2004 ed il 2019, in occasione del progetto “Making space/Taking place” avviato dalla Associazione Arte Continua di San Gimignano, popolano gli spazi comuni di un mondo quotidiano senza tempo (la piazza, la stazione, la fortezza), sommandosi agli abitanti del posto come nuovi e silenziosi inquilini.

Si tratta di forme umane, quindi soggetti dal contenuto figurativo riconoscibile, realizzate con gli “ingredienti” principali della Minimal Art: la forma geometrica semplice ed il materiale industriale (acciaio). È una sfida a personalizzare una forma essenziale che (con la Minimal Art) si era sbarazzata del rimando figurativo e dell’intervento dell’artista.

Così, nell’aspetto “pixelato” dei corpi (dovuto alla ripetizione ed alla sovrapposizione dei moduli geometrici), il tempo si ferma e invita alla memoria. Questi omini vivono come IMPRONTE umane, materializzando i ricordi e le emozioni legati a momenti di condivisione del quotidiano, quali un saluto da lontano o l’attesa di una persona cara alla stazione.

N.B. Giusto domenica scorsa (24 febbraio 2019) è stata inaugurata una nuova scultura dell’artista in piazza Nagy, nel centro storico di Poggibonsi.

 

Ecco il link della pagina ufficiale dell’artista Antony Gormley.

 http://www.antonygormley.com/

 

 

 

 

PERCORSO IN MACCHINA:

Prima tappa (La Fonte delle Fate)

  • Prendete la tangenziale Ovest di Siena e proseguite in direzione nord fino all’uscita Poggibonsi SUD
  • Prendete l’uscita Poggibonsi SUD
  • Immettetevi nelle rotatorie seguendo le indicazioni per Località Salceto e poi Largo Campidoglio
  • Percorrete il Ponte P. Nenni
  • Proseguite fino a Via Fortezza Medicea
  • Sulla destra si troverà la Strada di San Francesco con un cartello che indica “Fonte delle Fate”, immettetevi sul sentiero alberato.

 

 

 

 

Seconda tappa (Centro storico di Poggibonsi)

 

  • Dalla Strada di San Francesco proseguite verso Via Carducci 
  • Imboccate Via Solferino, poi Via A. Volta ed infine proseguite su Viale Marconi

 

 

 

 

 

 

2. VOLTERRA

Abbandonate la frenesia cittadina, abbassate i finestrini e godetevi il respiro dei paesaggi toscani. La nostra seconda tappa è una tappa itinerante nel territorio volterrano, è una ricerca alla perfetta congiunzione tra ARTE e AMBIENTE.

Percorrendo la panoramica Strada Regionale 68 ci si accorgerà improvvisamente di alcune grandi presenze d’arte. Non esitate a fermarvi con la vostra macchina, vi troverete di fronte alle installazioni che Mauro Staccioli ha destinato alla sua terra d’origine nel 2009, in occasione della mostra Volterra. Luoghi di esperienza, ricordo della storica mostra di Volterra ’73.

 

  • Al bimbo che non vide mai crescere il bosco

Nei pressi del bivio per Mazzolla, vi accorgerete di cinque alti steli in ottone, rame e acciaio (inox e corten) che spuntano dal terreno, sulla sinistra, in maniera non rigorosamente simmetrica. La loro struttura e la loro estensione verso il cielo si ricollegano direttamente alla robustezza degli alberi della vicinissima Riserva Naturale del Berignone.

Come si legge dall’intervista che lo storico e critico d’arte Gillo Dorfles ha fatto a Mauro Staccioli, l’artista non usa quasi mai assegnare alle proprie opere dei titoli, piuttosto è solito usare come titolo la forma dell’oggetto o il materiale di cui è costituito, o ancora la semplice data. In questo caso anche Dorfles ne rimane spiazzato, il titolo è così gravido di significato che fa ammutolire: gli steli diventano stele dedicate ad una “tenera vita spezzata prematuramente” che non ha avuto il tempo di vivere appieno, di diventare albero forte.

 

 

  • L’anello di San Martino

Infinito nella sua semplice essenzialità, questo anello di color ruggine, che si scorge dopo una serie di curve (in località San Martino), è la grande purezza dell’arte. È una forma definita da un contorno, ma aperta al centro: è una forma che ospita e si lascia occupare dalla pienezza del paesaggio, dalla fatica del lavoro dei campi, dalla lentezza della storia.

 

  • San Giacomo in Fognano 1985 – 2009

Questa virgola che saluta velocemente il cielo è l’apice della delicatezza minimalista. Situata nella zona del Podere Fognano, vicina al borgo di San Cipriano, questa forma leggera si adatta al paesaggio e si abbina all’andamento delle balze volterrane, diventando anticipo del sorgere della luna ed invito ad una lunga sosta al calar del sole.

 

 

 

 

Ecco il link della pagina ufficiale dell’artista Mauro Staccioli.

http://www.maurostaccioli.org/

 

 

PERCORSO IN MACCHINA:

  • Da Poggibonsi continuare sulla Strada Regionale in direzione Colle di Val d’Elsa e poi in direzione Volterra.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gaia Colasanti

 

 




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