23/05/2019
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Outlaw King, l’anti-Braveheart

Di certo questa volta non si potrà accusare Netflix della proverbiale inaccuratezza delle sue produzioni originali, sulla quale i memes si sono scatenati negli ultimi tempi.

Outlaw King, pubblicato il 9 novembre 2018, prodotto e diretto da David Mackenzie, è infatti una manna per gli amanti dell’aderenza storica, pur concedendosi alcune libertà in nome dell’intento fondamentale di qualsiasi film, quello di intrattenere il pubblico. Il film segue questa corrente trattando uno dei momenti cruciali della storia scozzese.

La narrazione parte dal 1304, 6 anni dopo la battaglia di Falkirk. In quest’ultima le truppe scozzesi avevano subito una rovinosa sconfitta, in seguito alla quale il loro condottiero William Wallace si era dato alla fuga. Il pretendente della corona scozzese Robert the Bruce (interpretato da Chris Pine), insieme ad altri nobili scozzesi, si sottomette al re inglese Edoardo I, in cambio della restituzione delle loro terre.

Ma il malumore cresce tra il popolo scozzese, e alla notizia dell’avvenuta esecuzione a Londra di William Wallace, Robert the Bruce è deciso a riformare le fila della ribellione. Incontra opposizione soprattutto da John Comyn che, fedele a Edoardo I, durante il loro incontro nella chiesa di Greyfriars svela a Robert di volerlo tradire per ottenere la corona scozzese; di conseguenza, Robert è costretto ad assassinarlo.

Giudicato fuorilegge dagli inglesi, che gli staranno dunque alle calcagna sprezzanti delle basilari regole della cavalleria, e considerato nemico di Dio da parte di alcuni scozzesi per essersi macchiato di omicidio in luogo sacro, Robert dovrà non solo conquistare l’indipendenza scozzese partendo al capo di una cinquantina di uomini, ma anche guadagnarsi la fiducia del suo stesso popolo.

Nonostante Robert the Bruce sia l’indiscusso protagonista, la trama segue di fatto le vicende umane e storiche di altri due personaggi, e tutti sono legati dalla brama di vendetta e dall’amore per la patria. James Douglas (Aaron Taylor-Johnson), dopo essersi visto rifiutare le terre della sua famiglia da parte di Edoardo I e dopo che lo stesso re aveva infangato il suo nome, decide di unirsi alle fila di Robert per riprendersi ciò che era suo. Edoardo (Billy Howle), figlio di Edoardo I e principe di Galles, durante l’incoronazione di Robert the Bruce come re degli scozzesi, giura di vendicare la rottura del giuramento che questi aveva prestato al re d’Inghilterra. Con ciò cercherà anche di riscattarsi agli occhi del padre, che non l’aveva mai considerato all’altezza del guidare le truppe inglesi in battaglia. Lo stesso Robert si vedrà mosso dalla vendetta per i patemi che i suoi cari soffriranno.

Tuttavia non sono solo gli uomini a partecipare alla sanguinosa guerra. Al fianco di Robert the Bruce è da sottolineare la presenza, costante nella gioia e nel dolore, della moglie Elizabeth (Florence Pugh) , che resta in ogni momento fedele al marito supportando le sue scelte politiche e sopportando le conseguenze dolorose della ribellione scozzese.

Sul lato prettamente tecnico degna di nota è la regia di David Mackenzie, che può vantare all’apertura del film un lungo piano sequenza che si conclude con la magnifica dimostrazione da parte di Edoardo I della catapulta “Warwolf” nell’assedio al castello di Stirling.  Gli interni sono riprodotti fedelmente, con un sapiente uso di candele e lanterne che creano i giochi di luce caratteristici delle sale dell’epoca. Lo spettatore percepisce dunque di essere stato teletrasportato nella Scozia del XIV secolo, aiutato dai paesaggi scozzesi mozzafiato e dai canti tradizionali che si susseguono e ammaliano gli uditori.

Nonostante siano trascorsi 23 anni dal suo rilascio, è inevitabile fare un parallelo con un altro capolavoro del cinema come Braveheart. Tra i due film vi è infatti da una parte una certa continuità nel racconto, dato che Outlaw King prende le mosse sostanzialmente da dove si era concluso Braveheart; dall’altra parte c’è un approccio alla produzione considerevolmente differente. In Braveheart, secondo lo stesso Mel Gibson, si è voluto parzialmente sacrificare la verità storica per valorizzare l’apparato narrativo. Outlaw King si caratterizza invece per una particolare cura per i dettagli che tuttavia non rischia di annoiare lo spettatore grazie al sapiente bilanciamento tra aderenza storica e volontà di coinvolgere sentimentalmente lo spettatore.

Di seguito il trailer di Outlaw King.

 

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