24/05/2019
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POLIAMORE- corna 2.0 o superiorità emotiva?

Oggi rideremo meno (anche perché nell’essere universitari a Siena c’è poco da ridere) e rifletteremo di più, il che non può farci che bene visto che la totalità degli articoli di questa rubrica nasce da erroracci che rimpiangeremo per sempre (che, però, spesso commettiamo comunque, anche dopo attenta riflessione).
Negli ultimi tempi sempre più spesso, nel panorama relazionale senese, serpeggia il fantasma del POLIAMORE, nuova tendenza fintamente diffusa tra le più riflessive teste di cazzo (non mentiamo a noi stessi, è così).

Da definizione Wikipedia: “Poliamore (neologismo che esprime il concetto di “amori molteplici”) è la posizione filosofica che ammette la possibilità che una persona abbia più relazioni intime (sentimentali e/o sessuali) contemporaneamente, nel pieno consenso di tutti i partner coinvolti, in opposizione al postulato della monogamia sociale come norma necessaria.” 

Questa filosofia di vita, quindi, non ha niente a che vedere con la clandestinità delle relazioni adulterine, anzi si basa sulla comunicazione e la sincerità, nel rispetto dei sentimenti del partner.
Il Poliamore, probabilmente praticato fin dalla notte dei tempi, viene “istituzionalizzato” e consolidato da teorizzazioni filosofiche in un processo che inizia negli anni ’60 e trova pieno compimento negli anni ’90, epoca in cui viene coniato il termine.

Non avremmo nè il tempo nè le competenze per scandagliare a fondo una questione talmente complessa e delicata, pertanto non lo faremo, ma vi illustreremo come beceri tombeur de femmes (perché di questo si tratta, per usare una definizione elegante) strumentalizzino la filosofia poliamorosa per donare una patina di profondità alla loro patetica superficialità o, se non altro, al loro totale disinteresse.

Dal momento che la cultura poliamorosa nasce, in primis, dal sovvertimento delle convenzioni sociali nei concetti di “coppia” e “fedeltà”, in generale essa viene strumentalizzata da finti alternativi, tranquillamente definibili “vuoti a perdere“, che hanno il dono di vedere bellezza e fascino in ogni concetto che implichi le parole “sovvertimento” e “sociale”.

Poiché i soggetti in questione sono nella totalità dei casi degli smidollati di professione, quando arriva il momento di fare il punto nel rapporto che si intrattiene da un po’, uniscono l’utile al dilettevole, mascherando il loro scarso interesse con paroloni altisonanti e alte teorizzazioni filosofiche, spie al neon della loro profondità emotiva e intellettuale.

P-E-N-A.

Perché ci accaniamo così contro questi soggetti? Come possiamo avere la certezza che non siano sinceri e davvero in grado e desiderosi di portare avanti una relazione poliamorosa? Beh, prima di tutto perché non hanno neanche la maturità di guardarvi in faccia il più delle volte e, più porterete avanti la loro conoscenza, più capirete che non sono minimamente in grado di relazionarsi neanche a se stessi con maturità.

Inoltre, ottusi come sono, non realizzano neanche che, in fin dei conti, il principio basilare del Poliamore è il primo a venir meno nel loro volare di fiore in fiore, perché di sincerità e trasparenza vi lasceranno solo le briciole.
Man mano che il legame diventa meno esclusivo si faranno vedere solo per occasionali sveltine o comunque incontri a sfondo sessuale rigorosamente dopo le 2 di notte, niente più appuntamenti, niente più aperitivi, perché: stai calmina, così mi precluderei altre possibilità!
Ma nel Poliamore non accade tutto alla luce del sole con trasparenza e maturità?
Toccheranno il fondo nell’uscire furtivamente dal vostro portone, incappucciati e con la testa bassa, non dico terrorizzati al pensiero di essere visti da occhi indiscreti, ma neanche entusiasti di questa eventualità.
Nei casi più gravi ravviserete anche occasionali sprazzi di gelosia e battute poco gradevoli sulla vostra promiscuità sessuale, ma nel Poliamore c’è parità, non lo dimenticate.

Ma voi vi chiederete: come si fa, di grazia, ad accettare un compromesso del genere se si è tanto inviperite?

Ebbene, ci sono sempre due versioni di una storia e, per quanto sia facile parlare col senno di poi, la colpa non è mai da una parte sola.
Chi non è in grado di gestire una relazione aperta (perché in fin dei conti di questo si tratta, non di Poliamore), non dovrebbe mai fingere di accettarla per paura o insicurezza.
Quindi, ahimè, se vi siete ritrovati in questa situazione la colpa è anche vostra. Non preoccupatevi, farete meglio la prossima volta.

Dunque, appare chiaro che gli atteggiamenti presi in considerazione non abbiano nulla a che vedere con il vero Poliamore, filosofia controversa, sì, ma complessa e profonda e siano, invece, vaneggiamenti annoverabili tra “Le mille scuse più una per non impegnarsi”, con l’aggravante dell’ostentazione di sensibilità, maturità emotiva e profondità intellettuale.

Il Poliamore è possibile? Forse sì, ma non è questo.

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