17/09/2019
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Prossima fermata: Copenaghen!

A detta del filosofo cinese Lao Tzu:

Un viaggio di mille miglia inizia sempre con un primo passo.

Il mio primo passo, risale esattamente a due mesi fa, quando cominciai la mia esperienza Erasmus (post laurea) in Danimarca.
Ancor prima di pianificare il mio tour in terra danese, però, era necessario rispondere ad un’esigenza più impellente, ossia trovare una sistemazione, un luogo dove poter sperimentare quella famosa atmosfera di convivialità e intimità che i danesi chiamano
hygge. Beh, dopo circa tre settimane di ostinata ricerca, un po’ per fortuna, un po’ per qualche strano scherzo del destino, l’ho trovata e tutto mi è apparso sotto una nuova prospettiva.

A questo punto, la prossima fermata non poteva che essere lei: Copenaghen!

In una soleggiata giornata di primavera, che i danesi chiamano summer day, sono giunta alla stazione di Nørreport, un affascinante ed effervescente quartiere della capitale, la cui attrattiva principale è Nansensgade: una delle più famose vie del centro che ospita boutique, caffè e locali di vario genere.
A pochi passi dalla stazione si trova, inoltre, il grazioso mercato centrale di Torvehallerne KBH, un vero e proprio teatro del gusto che, suddiviso in due padiglioni, mette in scena prelibatezze di ogni genere e attrae passanti con i profumi di mezza Europa, ma non solo. Chi volesse sperimentare sapori tipicamente danesi, infatti, può optare per uno Smørrebrød: un sandwich aperto costituito da fette di pane nero con sopra carne, pesce, o formaggio. Ulteriore alternativa, è l’hot dog danese a base di würstel, cipolle fritte e cetriolini, il tutto condito con abbondante senape e ketchup, più economico, ma al tempo stesso gustoso.

Dirigendosi a est, verso il cuore della città, è la volta dell’imponente giardino botanico (Botanisk Have), una struttura in vetro, ghisa e legno che vanta la più ampia varietà di specie botaniche di tutta la Danimarca, oltre a una collezione di piante tropicali ottocentesche. Un altro incantevole giardino è il Kongens Have, il parco pubblico più antico di Copenaghen, il quale circonda il castello di Rosenborg (Rosenborg Slot), un palazzo in stile rinascimentale che dal 1830 è aperto ai turisti con funzione di museo della Corona.

Proseguendo in direzione dell’antico canale, si arriva a Kongens Nytorv, la piazza più importante della capitale danese, sulla quale si affacciano edifici di grande rilevanza tra cui: il Teatro Reale Danese, Charlottenborg che ospita dal 1754 l’Accademia Reale di Belle Arti e i Magasin du Nord, fulcro dello shopping insieme a Strøget,  un viale pedonale punteggiato da negozi, il quale collega Kongens Nytorv a Rådhuspladsen, la piazza del municipio (Rådhus). In questo punto nevralgico di Copenaghen, si trova la torre dell’orologio, una costruzione di 105 metri di altezza, dalla quale è possibile ammirare uno spettacolare panorama della città.

La piazza di Kongens Nytorv è, inoltre, direttamente collegata al porto medievale di Nyhavn, punto di ritrovo per i marinai del passato e una delle maggiori attrattive turistiche per i visitatori di oggi.
Qui si possono ammirare le famose case dalle vivaci tinte, molte delle quali ospitano taverne e ristoranti alla moda.
Affascinanti e pittoreschi sono anche i canali del quartiere di Christianshavn con lo stato libero di Christiania (Fristaden Christiania), frutto della rivoluzione hippy degli anni ’70 e soggetto a leggi proprie. In questa zona a sud-est del centro di Copenaghen, inoltre, si trova Amager Strandpark, una laguna artificiale  che con le sue spiagge sabbiose (ricordano un pò la Romagna di noi altri) accoglie i danesi pronti ad allestire barbecue con vista Svezia, nei weekend più soleggiati dell’anno.

Il quartiere più elegante della capitale, invece, è Frederiksstaden, posto alle  spalle del Nyhavn. Qui vi è l’Amalienborg Slot, l’attuale residenza della regina Margrethe II, un complesso formato da ben quattro palazzi che circondano un cortile in cui, tutti i giorni alle 12 in punto, avviene il cambio della guardia. A pochi passi da Amalienborg Slot si trova la monumentale Chiesa di Marmo (Marmorkirken), realizzata sull’esempio della Basilica di San Pietro a Roma, con una cupola di oltre 30 metri di diametro. A nord di quest’ultima è, invece, collocato il Museo del Design della Danimarca (Designmuseum Danmark).

Uno dei siti storici più suggestivi di Copenaghen è di certo Kastellet,  una cittadella a pianta pentagonale con edifici risalenti al XVIII secolo, che ospita la celebre Den Lille Havfrue, la sirenetta posta all’ingresso dell’antico porto della città e fatta realizzare nei primi anni del Novecento dall’industriale Carl Jacobsen, in riferimento all’omonima favola del celebre scrittore e poeta danese Hans Christian Andersen.
Sul porto, si affacciano anche il moderno edificio dell’Opera, nuovo simbolo della città, e il Diamante Nero (Den Sorte Diamant), un’imponente struttura in lucido granito nero a vetrate scure, sede della Biblioteca Reale.

Tornando verso l’interno della città è possibile raggiungere Slotsholmen, centro del governo danese, il cui fulcro è l’imponente palazzo Christiansborg Slot, sede del parlamento (Folketinget) e degli uffici governativi. L’intero complesso è situato su un’isoletta collegata al resto di Copenaghen da una serie di ponticelli. Da qui, muovendosi in direzione della stazione centrale di Copenaghen, si giunge sino alla Torre Rotonda (Rundetårn), l’osservatorio astronomico più antico d’Europa, ancora in funzione.

‘Ultima’ attrazione: l’elegante parco divertimenti Tivoli, un agglomerato di giostre e giardini che nel periodo estivo, ospitano concerti di rock band danesi e non solo. Giochi di luce e spettacoli pirotecnici all’aperto illuminano il cielo notturno di Copenaghen.

Ci sarebbe molto altro da raccontare, molto altro da descrivere, ma molto altro deve essere ancora visto.

Una cosa però è certa, non solo Copenaghen è davvero una città incredibile, ma i Danesi sono un popolo da cui imparare.
Imparare ad amare il proprio paese, rispettarlo 365 giorni l’anno, conoscerne la storia e le tradizioni.

 

 

Morena Bruno

 

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