24/05/2019
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Restiamo umani, restiamo antifascisti, anche a Siena

É stato un percorso lungo, molto lungo, a volte quasi a presa in giro, ma finalmente si è vista la fine: Siena è antifascista.

A ridosso della celebrazione del Giorno della Memoria e del ricordo degli 80anni dall’approvazione delle Leggi Razziali volute da Mussolini, il Consiglio Comunale ha approvato “il regolamento attuativo alla delibera che vieta spazi pubblici a fascisti omofobi e razzisti”, due eventi collegati quasi a dimostrare la volontà di instaurare una rottura tra passato e presente. (Sì perché vogliamo ancora essere un po’ romantici e non credere che l’approvazione sia dovuta alla sola, becera, campagna elettorale).

Dopo un lungo consiglio comunale il Sindaco, Bruno Valentini, e i suoi consiglieri con  21 voti favorevoli, nessun contrario, hanno fatto sì che anche la città del Palio diventasse e ricordasse che l’antifascismo è un valore, sempre.

Il percorso però, come detto, è stato lungo e tortuoso, fatto di continui cambi di data, rinvii al limite del ridicolo e caratterizzato da pressioni fondamentali, soprattutto da parte della Rete Antifascista Senese, dall’Anpi e anche dall’Arci che con tenacia hanno fatto sì che la proposta diventasse reale.

Il cammino inizia nel luglio del 2017 quando una petizione cittadina, capitanata dall’Anpi provinciale, chiede al Comune di applicare un regolamento per quanto riguarda le manifestazione e le riunioni di gruppi nostalgici:

“A Siena, il 13 luglio scorso è stato approvato in Consiglio comunale un atto di indirizzo politico-amministrativo per tutelare i valori della Resistenza e impedire manifestazioni dell’estrema destra di stampo nostalgico, discriminatorio, omofobo, xenofobo e razzista. Il testo, richiamando gli articoli 2 e 3 e la XII disposizione della Costituzione sul divieto di riorganizzazione del partito fascista, le leggi Scelba e Mancino, oltre al diritto internazionale (dalla Dichiarazione sui diritti dell’uomo alla Convenzione sulle discriminazioni) delibera la promozione di iniziative sulla memoria storica nelle scuole, la sensibilizzazione dei cittadini, in particolare i più giovani, sul pericolo dei nuovi fascismi. Dà inoltre mandato di adeguare il regolamento di occupazione di suolo pubblico: per ottenere l’autorizzazione a manifestare bisognerà dichiarare esplicitamente il rispetto dei valori sanciti nella nostra Carta fondamentale”, si legge sul sito dell’Anpi Provinciale Senese.

Da questo primo passo però sono dovuti passare dei mesi prima di arrivare ad una decisione chiara e netta. Già a dicembre era stato messo a programma il voto, nel consiglio comunale, per poi essere spostato ad inizio gennaio ma la mancanza dei numeri ha sempre rimandato la votazione, fino alla giornata di martedì 30 gennaio quando finalmente si è vista firmare l’attuazione del regolamento proposto a luglio. Non senza modifiche però.

Immensa la soddisfazione dell’Anpi, della Rete Antifascista, dall’Arci, delle varie organizzazioni studentesche e di ogni singolo cittadino che ieri, dopo un lungo presidio davanti al Palazzo Pubblico hanno celebrato la conquista, sì perché è giusto definirla una conquista, cantando Bella Ciao.

Siena è antifascista quindi, oggi più di ieri, domani ancora di più. Ma guai a stare tranquilli, sul territorio c’è comunque sempre la presenza di forze politiche che non avrebbero ragione di esserci e che si dichiarano pronte a fare battaglia e soprattutto a mostrarsi: questi partiti hanno indetto una manifestazione pubblica il 10 febbraio, giorno del ricordo delle Foibe, quasi a sottolineare che, nonostante la felicità per quanto accaduto ieri il problema è ben lontano dall’essere risolto. Definirsi antifascisti, rispettosi dei valori della nostra costituzione è certamente nobile e dovrebbe anche essere automatico ma non basta, ora il gioco si fa duro, ora è tempo di impegnarsi e combattere per difendere una legge che non può finire per essere ignorata, oggi è il momento di urlare a gran voce il proprio essere antifascisti e di farlo vedere, nel concreto. Ora più che mai c’è bisogno di antifascisti.

Chiara Bertoldo

P.S: il 10 febbraio, in risposta alla manifestazione del ricordo delle Foibe, la Rete Antifascista Senese invita tutti a partecipare ad un presidio alle Logge del Papa.

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