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09/12/2018
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Se questo è caos

 

“Siamo tutti Pantadegrado!” così cantavano gli studenti, ed io con loro, che hanno partecipato al corteo “Sosta Vietata” promosso dall’associazione “Sii Studente”.

Un corteo pacifico e colorato, fatto di cori e musica che da piazza Tolomei si è diretto verso piazza del mercato percorrendo ovviamente via di Pantaneto, una delle strade più discusse della città di Siena.

Il corteo aveva come obiettivo quello di far riflettere studenti, cittadini e non solo, sulle nuove politiche comunali volte a controllare sempre di più il divertimento serale e notturno dei tanti giovani. Una protesta pacifica durante la quale i partecipanti hanno espresso forte la loro voce per chiedere la riappropriazione degli spazi, dei luoghi, delle vie che piano piano vengono tolti agli studenti, sempre più colpevolizzati e criminalizzati di portare degrado e vandalismo per le vie senesi.

Sì, perché questo è diventato, da qualche mese a questa parte, il ritornello di cittadini e organi comunali che portano avanti una battaglia infinita contro gli studenti e la loro presenza in alcune zone della città; portando come esempio scene ed episodi di degrado e vandalismo (degrado che spesso si limita a una poca pulizia delle strade o a qualche schiamazzo dovuto a serate in cui l’alcol ha abbassato i freni inibitori e sciolto le corde vocali, anche dei più timidi). La stampa e il Comune hanno iniziato una fortissima campagna contro i frequentatori di bar e locali che colorano il centro di Siena, accusandoli di rovinare la città, disturbare i residenti, vandalizzare, danneggiare e portare pericolo per le vie.

I risultati di questa campagna hanno portato ad alcune decisioni forti: la presenza costante di organi di sicurezza (carabinieri, polizia, vigili) dalle 23.00 alle 5.00, installazione di diverse telecamere nel centro, bevande servite nei soli bicchieri di plastica e divieto totale di vendita di alcol dopo le 2.00, con tanto di chiusura dei locali.

Queste regole sono in vigore da un mese a questa parte ma niente è stato effettivamente risolto perché niente c’è, effettivamente da risolvere. Pantaneto non è simbolo di degrado, non si registrano episodi continui (qualcosa è accaduto, va detto) di violenza, risse, pericolo… il tanto acclamato caos di Pantaneto, il Pantacaos, come si è sentito dire, è ben lontano dal caos. Le vie del centro sono solite riempirsi di studenti durante il weekend che si lasciano andare a bevute e divertimento nei limiti della legge, perché qualche schiamazzo di troppo, o qualche bicchiere lasciato in giro, certo non dovrebbero esserci ma Siena è pur sempre una città che ospita 20mila studenti.

Negare il caos e il degrado di Pantaneto non significa negare l’esistenza di un problema, sopratutto causato ai residenti della zona, non significa nemmeno non voler trovare mezzi per sistemare e migliorare la vita notturna della città; significa semplicemente riportare il problema alla dimensione che merita così da poter trovare delle soluzioni reali e utili a tutti. Ben altre rispetto a questo accanimento ingiustificato che porta solo ad alzare barriere e alimenta la rabbia degli studenti.

Il problema di Pantaneto nasce anche dall’aver concentrato bar e locali in una unica zona della città, dall’aver chiuso altri luoghi di aggregazione che aiutavano a distribuire in maniera diversa gli studenti, dal non offrire altre forme di intrattenimento durante le serate (se non le feste di contrada).

E allora c’è da aspettarsi che gli studenti scendano in piazza per chiedere spazi di aggregazione, luoghi di confronto e politiche diverse dalla mera repressione. E gli studenti lo hanno fatto, scegliendo la via del corteo e della musica, del flash-mob e dei cori, per chiedere che anche la loro voce venga ascoltata, affinché si possa davvero sedere ad un tavolo e discutere di mezzi e miglioramenti reali che possano accontentare tutti. Come la stessa associazione Sii Studente precisa in un passaggio del comunicato pubblicato a seguito della manifestazione:

“Nostro nemico non era tuttavia il precetto in quanto tale, ma la filosofia che lo ha prodotto. Questo corteo ha utilizzato i tamburi e la musica contro chi parla di telecamere, sorveglianza e ronde; abbiamo risposto con i colori a chi utilizza strumentalmente la parola degrado per descrivere situazioni che potrebbero, nei casi più gravi dirsi noiose o, al più , antiestetiche. Ma soprattutto abbiamo voluto rispondere a chi affronta qualsivoglia forma di malessere con divieto e la repressione piuttosto che attraverso il dialogo”. 

Non si sa se questo accadrà, prima o poi, così nel frattempo gli studenti continueranno a cantare: “Siamo tutti Pantadegrado!”

Chiara Bertoldo

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Ultimi Commenti

  • Mah guarda, giusto ieri sera passando da pantaneto hanno tirato una pedata alla mia macchina.. e sfottevano anche! Quando ho detto loro che avrei chiamato la polizia, hanno continuato a deridermi.. questo succede di mercoledì quando la strada è semideserta, non oso immaginare il finesettimana!
    Non si può dire che il degrado si limita alla pulizia della strada e ai “pochi” (mi ci viene da ridere) schiamazzi notturni, il problema c’è.. eccome! Ed è pure bello grosso!
    Sicuramente non si può dare tutta la colpa agli studenti, però si deve riflettere che tali studenti non amano la città come fanno i senesi e quindi sono meno portati a rispettarla. E proprio per questo scommetto che questo articolo non l’ha scritto una senese che ha provato a guardare la situazione con un occhio critico imparziale… ma qualcuno che non riesce a mettersi nei panni di un cittadino che vede cambiata in peggio la sua città.

  • Ciao, chi ha scritto questo articolo vive nei dintorni di Milano e lì ha frequentato la triennale. In una città complessa, con sette università differenti, piena di studenti che ne frequentano le strade sette giorni su sette, dall’orario dell’aperitivo a quello della colazione e ha visto il vero degrado.
    Il fatto che accada a Milano non significa che debba accadere dovunque ma, in due anni che vivo a Siena, non ho mai avuto problemi, paure o chissà cosa.
    Inoltre, nell’articolo specifico che il problema esiste ma va ridimensionato a quello che è, e soprattutto va aperto un dialogo per risolverlo. Lo studente non ha nessun vantaggio a mettere a “ferro e fuoco” la città e infatti non lo fa.
    Personalmente credo che la questione sia molto ampia ed è arrivato il momento del dialogo. Indipendentemente dall’essere senesi o meno, anche perché abbiamo ragazzi senesi nella nostra redazione che hanno condiviso totalmente quanto scritto.

  • Definirlo “degrado” sembra pure a me eccessivo, ma un problema c’è ed è molto serio, Giulia nel suo commento ha parlato di “calci alla sua auto”, io stesso sono stato testimone di un episodio nel quale dei ragazzi (dal chiaro accento non toscano e che quindi ho etichettato come studenti) nell’cantare e giocare tra loro, come solo dopo qualche bicchiere di troppo si fa, hanno urtato e fatto cadere un motorino parcheggiato senza minimamente preoccuparsi dei danni causati… questo è a tutti gli effetti vandalismo, e non nei confronti della città ma nei confronti dei beni dei cittadini… Anche a me sembra eccessivo aver proibito l’alchool dopo le due… Ma capisco anche che le alternative sono molto poche! Quindi ben vengano pattuglie di forze dell’ordine a controllare la zona, ben vengano le telecamere!
    Frequento i bar di pantaneto da 28 anni, e in 28 anni non si era mai arrivati al punto a cui siamo oggi… di locali sparsi per la città ce ne sono molti (la diana, percifal, san paolo, the rock, ecc ecc) quindi la scusa del “è l’unica via dove possiamo andare” non regge!
    Molti fuorisede sono convinti che i senesi non siano persone tolleranti e aperte al prossimo, ma non è vero, “Siena vi apre un cuore più grande della porta che state attraversando” è scritto su una delle porte, il contrasto nasce solo quando la città che amiamo, le usanze che portiamo dentro o lo stile di vita tranquillo e sereno che abbiamo vengono messi a rischio!
    Non voglio accusa gli studenti, i fuorisede o qualcuno nello specifico, ma che il problema c’è ed è molto grosso è palese da quando è uscito il video dell’auto dei Carabinieri che veniva fischiata mentre passava proprio da Pantaneto…

  • Questo è il paradosso di una città che si regge in piedi per miracolo, indebitata fino al midollo, si sta dando sola il colpo di grazia; un’economia limitata e ristagnante come quella di Siena dovrebbe guardare agli studenti come ad una risorsa fondamentale e invece , mentre tutto crolla e la politica non ha il controllo, cercano di mostrarsi fermi con una dimostrazione di forza insensata che porterà la morte ad una città che è già sul baratro.