15/07/2019
HomeCulturaShopping esistenziale

Shopping esistenziale

Cerchiamo qualcosa da metterci addosso, ogni giorno, perché si è tanto poveri
da avere una pelle sottilissima ed incapace di stare al sole senza scottarsi
e di notte senza aver freddo.

Cerchiamo qualcosa, qualunque cosa
un’azione dimostrativa, uno spot per un film che non ha trama,
parole da esibire,
un nome, quando ci si rende conto di non avere
più aggettivi degni di rappresentarci;
il nome di un altro, quando non ne abbiamo più uno per noi.

Ma se penso a questo immenso teatro,
mi rendo conto che ho dato sempre troppa importanza allo stato
delle persone, all’abito indossato, al tema della recita.
Forse ho ignorato la necessità di coprirsi, la fragilità della nostra condizione,
quella fuga dalla nudità

(e la difficoltà di vestirsi, di recitare la parte giusta)

Ho riso dei miei simili,
li ho chiamati manichini,
eppure dietro abiti cosi diversi si cela la stessa pelle.

Forse ho ignorato il fatto che coprire non significa soltanto nascondere, falsificare,
ma proteggere, curare, aggiungere uno strato di pelle alla propria miseria.

E che continueremo a metterci cose addosso,
a volte alla rinfusa, a volte con convinzione,
altre per disperazione,
si tratta di guardare con maggiore indulgenza questo enorme sciame di uccelli senza ali,
di sognatori senza abito da cerimonia,
perché dietro ogni storia c’è un naufragio, un’attesa di porto,
un’ansia di navigare…

(dietro l’inganno delle apparenze, pulsa l’attesa di un abito)

Bisognerebbe ogni tanto spogliarsi, ritornare nudi alla notte, sentirne il gelo.

C’è una radice di povertà in quello che siamo che dovremmo ascoltare più spesso,
per capire com’è che ci è capitato di giungere fin qui,
per capire che non avrebbe senso fermarsi,
per capire che la vita è questo,
forse,
un’eterna fuga in ogni direzione dall’infelicità.

 

Fallo sapere anche su:




Nessun Commento

Area Commenti Chiusa.