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09/12/2018
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The End of The F***ing World, una folle fuga dalla razionalità

Creata da Jonathan Entwistle, l’irriverente commedia drammatica dark inglese, The End of the F***ing World, prende le mosse dall’omonimo fumetto dato alla vita da Charles Forsman. La serie, diretta dallo stesso Entwistle e da Lucy Tcherniak, è stata lanciata esclusivamente dall’oramai colosso cinematografico e televisivo Netflix il 5 gennaio del nuovo anno.

La serie si sviluppa in una verosimilmente contemporanea Inghilterra, dove in una tranquilla cittadina anonima e grigia si consuma l’incontro tra James e Alyssa. La trama infatti si srotola attorno alla figura di James, un 17enne che crede di essere psicopatico e Alyssa, una sua ribelle compagna di scuola che vede in lui una chance di scappare dalla sua tumultuosa vita. Alex Lawther, apparso in qualche puntata di Black Mirror (altro prodotto Netflix), è l’attore che recita la parte di James, mentre il ruolo di Alyssa è interpretato da Jessica Barden, apparsa in una manciata di film tra i quali  The Lobster.

James è un adolescente che pensa di essere psicopatico. Uccide animali per hobby, ma presto si stanca della cosa. Decide di voler provare a uccidere un umano, per provare qualcosa, dato che sostiene di non provare mai nulla. Quando incontra Alyssa, una sua chiacchierona compagna di scuola, con altrettanti problemi familiari, si convince che lei sia la cavia adatta per testare il suo nuovo desiderio. Lei gli propone di fuggire insieme, nella speranza di affrontare avventure emozionanti lontana dalla sua turbolenta vita familiare; James accetta, con l’intenzione di trovare l’opportunità per ucciderla. Si imbarcano in un road trip lungo l’Inghilterra e la loro relazione inizia a svilupparsi dopo una serie di incidenti. Fino a un finale scioccante e carico di pathos.

La serie offre numerosi spunti: a partire dalle reazioni che creano nei ragazzi le loro difficili situazioni familiari, che crescono nei due in maniera differente ma che esplodono in concerto fino ad arrivare al loro complesso e intenso rapporto, che subisce battute d’arresto ma che si evolve fino a diventare indissolubile. Quella che parte come una fuga dalla realtà, dalla tristezza che li logora, diventerà un’esperienza attraverso la quale fare i conti anche con gli eventi del passato, che verranno riportati a galla con lo svolgersi della trama.

Caratteristica simpatica e che consente una leggera fruizione della serie, è la suddivisione di essa in otto puntate da ventuno minuti ciascuna. La prima stagione dura infatti nel complesso circa tre ore. Vederla in un pomeriggio è più che realizzabile. Netflix sta producendo da poco sempre più serie con questo format: poche puntate e anche brevi. Altri esempi sono Atypical, serie americana incentrata sulle peripezie amorose di un ragazzo autistico, e Disjointed, che narra le vicende di un simpatico gruppo di colleghi all’interno di un coffee-shop californiano.

Il sito web Rotten Tomatos, che compara recensioni online, indica che The End of The F***ing World ha un livello di approvazione del 97%. Il sito Metacritic invece gli assegna addirittura un punteggio di 82 su 100. Nella sua griglia delle valutazioni una serie con un punteggio superiore a 81 ottiene l’indicazione di “universal acclaim”, consenso mondiale.

Ci sarà una seconda stagione? Il finale della prima è aperto a varie interpretazioni. Nel caso in cui ci sarà un continuum, non dovrebbe essere molto difficile delinearlo. Per questo una ripresa è ipotizzabile. Dato il successo riscosso finora, a soli 18 giorni dal lancio universale, probabilmente molti fans sperano in un seguito. Purtroppo, ad oggi, la seconda stagione non è stata confermata.

                                                                                                                                                                     Raul Polanco Zampieri

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