17/09/2019
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Alla Stranieri di Siena arriva il V congresso della DILLE

<<Il parlato – Lo scritto: aspetti teorici e didattici>>: questo il tema del V congresso della Società Italiana di Didattica delle lingue e Linguistica educativa (DILLE) svoltosi in tre giornate, dal 1 al 3 febbraio 2018, presso l‘Università per stranieri di Siena.

Dopo l’Università della Calabria e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, sedi rispettivamente del III e del IV congresso DILLE, l’ateneo senese ha dunque provveduto ad accogliere nell’Aula magna della sua sede principale di Piazza Rosselli, linguisti ed esperti da tutta Italia: le tre giornate di lavoro si sono articolate secondo un fitto programma di incontri, conferenze e dibattiti, che saranno riassunti negli atti del convegno di prossima pubblicazione.

In un momento storico in cui, soprattutto ad opera dei media, i confini tra parlato e scritto vanno sempre più sfumandosi, tanto che in alcuni casi sembra lecito dubitare di una effettiva separazione tra i due generi, la società, con sede a Roma, non ha voluto farsi cogliere impreparata, richiamando all’appello soci, ricercatori, dottorandi e studenti, per dire finalmente la sua in merito ad una tematica così attuale e sentita.

<<FARE, DIRE, PENSARE, SCRIVERE… Imparare a scrivere e a leggere>>, <<Plurilinguismo e comportamenti linguistici dei rifugiati in Salento: usi e contesti d’uso>>, <<Lo scritto nel parlato tra testualità e sintassi>> sono solo alcuni dei contributi presentati durante le 3 giornate di lavoro tutte senesi.

Un posto di particolare rilievo sembra essere stato riservato dagli esperti alla trattazione delle varietà diamesiche di parlato e scritto analizzate a partire dall’interessante prospettiva dei dialetti italiani, la cui rinascita rappresenta al giorno d’oggi una realtà viva e tangibile: emblematico il titolo dell’intervento degli studiosi Di Ferrante, Olevano e Pizziconi <<”Ca’ nisciun’ è standard”. Pubblicità in dialetto e didattica dell’italiano L2/LS>>, volto a sottolineare come l’impiego della cartellonistica pubblicitaria in dialetto possa essere un mezzo del tutto efficace per la promozione tra gli apprendenti italiano di nozioni relative alle diverse “parlate” d’Italia.

Le prospettive specificamente linguistico – educative non sono infatti mai state trascurate nei dibattiti di soci e relatori, i quali hanno così contribuito a ravvivare nel pubblico astante l’interesse per la lingua italiana, intesa come patrimonio da diffondere ed “esportare” in Europa e al di fuori del continente.

 

 

 

Flavia Petitti




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