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09/12/2018
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BRIGHT 2017 – Siamo tutti alla ricerca di qualcosa

Nella giornata di venerdì 29 settembre, si è svolta a Siena ‘La notte dei ricercatori’, un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea, al fine di accrescere la consapevolezza dell’importanza del ruolo del ricercatore nel risolvere le grandi sfide del futuro.

In contemporanea con le principali città universitarie europee, BRIGHT (Brilliant Researches Impact on Growth Health and Trust in research) ha visto la partecipazione di 220 ricercatori dell’Ateneo senese, impegnati nella promozione di 92 eventi in 17 luoghi differenti distribuiti per le vie del centro storico e non solo.

L’apertura della manifestazione è stata affidata al saluto del Magnifico Rettore, Prof. Francesco Frati, ed arricchita dalla celebrazione del ‘PhD Graduation Day’, la cerimonia di premiazione per coloro che hanno conseguito il titolo di Dottore di Ricerca durante l’ultimo anno accademico.

Ospiti d’eccezione sono stati i genitori di Giulio Regeni, ricercatore italiano ucciso in Egitto in circostanze ancora da chiarire, i quali hanno partecipato ad un dibattito su temi del diritto internazionale e dei diritti umani.

Il programma, in continuità con lo scorso anno, ha spaziato in differenti ambiti come salute e benessere, patrimonio culturale, nuove tecnologie, sviluppo sostenibile, e natura, i quali sono stati presentati al pubblico dai ricercatori di tutti i dipartimenti dell’Ateneo.

Questi, attraverso dimostrazioni di laboratorio, incontri interattivi ed esperimenti a cielo aperto, hanno accolto adulti e bambini per illustrare loro le attività ed i risultati di un lavoro, quello del ricercatore, che ha un forte impatto sulla qualità della vita di tutti noi.

La festa della ricerca si è conclusa in Piazza del Campo, cornice del tradizionale concerto che quest’anno ha avuto come protagonisti i Baustelle. Il gruppo musicale, originario di Montepulciano, ha scelto Siena come ultima tappa de ‘L’amore e la violenza tour’.

Ho avuto occasione di partecipare in prima persona ad alcuni eventi che mi hanno permesso di incontrare giovani ricercatori e ricercatrici, nei quali ho riscontrato quella caratteristica che hanno i giovani con sete di conoscenza: l’entusiasmo.
Un entusiasmo che riescono a trasmettere a prima vista con i loro sorrisi, la loro disponibilità gentilezza. Doti, queste, non da tutti, capaci di rendere i ricercatori persone speciali, tutte accomunate da un unico fine: quello di rendere il mondo un luogo migliore in cui vivere, sia per le generazioni attuali che per quelle che verranno.

Ma si sa: in Italia i ricercatori non godono della giusta e, oserei dire, sacrosanta importanza, e forse prima ancora della considerazione che meriterebbero. Il loro lavoro, che essi sono quotidianamente chiamati a svolgere nelle attività di laboratorio e, non secondariamente, in sede di dibattiti, convegni e workshop contribuisce al benessere di tutta la società.
Chi meglio di queste persone, giovani e meno giovani, donne e uomini, che fanno del progresso della scienza e della cultura il proprio ‘baluardo esistenziale’ dovrebbe essere portavoce del nostro Paese?

Ai nostri eredi l’ardua sentenza.

Corrado Romano

 

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  • Complimenti per l esposizione chiara e per la ricca idealita che la determina