15/07/2019
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Il Maestro e Margherita – spettacolo inaugurale ai “Rinnovati”

La stagione di Prosa del Teatro dei Rinnovati per l’edizione 2018-2019 inizia stasera alle ore 21.15 (repliche domani alle 21.15 e domenica alle 17) con lo spettacolo “Il Maestro e Margherita” ispirato all’omonimo romanzo satirico di Michail Afanas’evic Bulgakov, scrittore e drammaturgo russo, vissuto nella prima metà del XX secolo.

L’opera venne pubblicata per la prima volta nel 1967 a quasi trenta anni di distanza dalla morte dell’autore.

Il romanzo si sviluppa in due diverse ambientazioni.

La prima è la Mosca del 1930, dove si trova come visitatore Satana nei panni di Woland, esperto di magia nera; attorno a lui c’è una serie di personaggi peculiari: il balletto Korov’ev, soprannominato Fagotto, un ex maestro di cappella vestito sempre con abiti grotteschi, il gatto Behemot, il sicario Azazzello, il pallido Abadonna e la strega Hella. L’arrivo di questa “combriccola” crea scompiglio in tutta la città e fra i componenti della “MASSOLIT“, un’importante associazione letteraria russa, che ha la propria sede presso la Casa Griboedov, luogo di convegno dell’alta società moscovita.

La seconda storia è raccontata all’interno del romanzo interrompendo la narrazione principale sugli avvenimenti di Mosca e rammenta i fatti successi a Gerusalemme durante la Pasqua al tempo di Ponzio Pilato. L’ambientazione è introdotta quando agli stagni Patriaršie Woland racconta a Berlioz di essere stato presente al processo al “mite predicatore” Jeshua ha-Nozri (Gesù), mentre poi questa storia prosegue riportando direttamente alcune pagine del perduto romanzo del Maestro che si soffermano su ciò che accadde a Pilato durante il processo e nei giorni successivi la morte di Ha-Nozri. Sin dall’inizio Pilato viene colpito dall’atteggiamento e dai discorsi di Yesua, che si dice convinto della bontà di ogni essere umano e sostiene che Dio è uno. La storia prosegue con altre intromissioni nella narrazione, passando per la crocifissione, il patimento di Levi Matteo, che giunge a maledire Dio per una tale ingiustizia, e infine i tormenti di Ponzio Pilato, concludendosi con le parole: «il crudele quinto procuratore della Giudea, il cavaliere Ponzio Pilato».

Prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria, con la riscrittura di Letizia Russo e la regia di Andrea Baracco, nel cast figurano Michele Riondino nel ruolo di Woland, Francesco Bonomo nel duplice ruolo del Maestro e di Ponzio Pilato e Federica Rosellini nel ruolo di Margherita.

Si passa dal registro comico a quello drammatico, dal varietà al monologo esistenziale sulla natura dell’uomo e dell’amore: entrambe le sfumature convivono creando un gioco quasi funambolico dove a volte si ride e a volte si piange, fino a far combaciare i due sentimenti.

Corrado Romano

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