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22/04/2019
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Indietro nel tempo con “Buffy l’ammazzavampiri”

(Da sinistra: Prof. Giles, Cordelia, Xander, Willow, Buffy)

A chi non è mai capitato di accendere la tv nel pomerriggio, tra il 1997 e il 2003, e imbattersi in Buffy l’ammazzavampiri? Le mamme più apprensive tendevano a cambiare immediatamente canale, ma chiunque avesse sorelle/fratelli maggiori o un briciolo di irriverenza correva a guardarlo di nascosto.

Sì, perché anche se era incredibilmente assurdo, ridicolo e con degli effetti speciali veramente beceri, Buffy può essere annoverato tra le serie della fine degli anni ’90 (trash) che hanno costellato la nostra crescita. Andato in onda per ben sei anni con sette stagioni, la serie tv “Buffy l’ammazzavampiri” è stata l’apripista di tutte quelle love story che hanno come protagonisti umani e “non morti”, che si sono generate a catena dal  2003 in poi. Ebbene sì, Edward Cullen e Bella Swan di Twilight, insieme ai protagonisti di The Vampire Diaries sono solo i “nipoti” della famosa serie tv anni ’90.

L’idea nasce nel 1992 da Joss Whedon, quando inventa il personaggio di una adolescente, Buffy, che dopo essersi trasferita nella cittadina di Sunnydale è costretta, in quanto cacciatrice, a sconfiggere tutti i vampiri e i demoni di cui pullula. La storia diviene presto oggetto di una sceneggiatura per un film che, tuttavia, non riscuote molto successo.

L’anno dopo, la strutta dei personaggi e della storia viene riproposta sotto forma di serie tv, diventando presto un cult e vincendo tutti i premi televisivi possibili. Come protagonista per interpretare il ruolo di Buffy viene scelta l’allora ventenne Sarah Michelle Gellar, questo ruolo consacrerà l’attrice ad una fama inaudita (anche se oggi la si vede poco o niente sul grande schermo). Nella serie si incontrano diversi generi cinematografici: arti marziali, splatter e sopratutto comedy.

Dietro le fantastiche avventure della nostra eroina, sono da rintracciarsi molteplici metafore e significati allegorici; come ad esempio la rappresentazione del liceo e dell’età adolescenziale come il luogo e il momento in cui si affrontano i mostri. La famosa “bocca dell’inferno” da cui sembra provenire ogni sorta di male, si scoprirà situata proprio sotto la biblioteca della scuola. In Buffy, ogni timore e paura prende vita con le sembianze di mostri e demoni, e ad essere affrontate tutti i giorni sono le tematiche più disparate: l’omosessualità, l’amore non corrisposto, l’invidia.

Insomma, sono tanti i motivi per cui questa serie ha lasciato dei segni indelebili in molti giovani; che vi abbia fatto ridere per quanto semplice e grossolano, piangere o spaventare, la diàtriba per chi fosse il preferito tra i vampiri  Spike e Angel ha infranto le amicizie più salde.

Per chi invece se lo fosse perso o non fosse fresco di un rewatch approfondito, qui di seguito abbiamo raccolto alcuni dei paradossi divertenti della serie:

  1. Buffy si sbarazza di demoni e vampiri con la stessa frequenza e rapidità con cui cambia lo smalto alle unghie.
  2. Buffy è stata in grado di frequentare anni e anni di scuola senza mai partecipare ad una lezione senza mai farsi bocciare ma soprattutto senza fare mai un compito per casa!
  3. Il giorno in cui i cavalieri della morte distruttrice marciano sulla terra e la profezia dell’apocalisse si deve avverare è sempre STANOTTE (e si scopre sempre la mattina, a scuola).
  4. La relazione di amicizia e stima che lega Buffy al suo bibliotecario, il signor Giles, rasenta quasi la pedofilia (Buffy nella prima stagione del telefilm ha solo 16 anni) e nessuno si lascia insospettire dal fatto che la ragazza trascorra la maggior parte del tempo chiusa con lui nella biblioteca!
  5. Durante un combattimento, per spostarsi da una parte all’altra della stanza, che sia anche per fare due passi, Buffy fa la ruota o una qualsiasi altra acrobazia, completamente a caso.
  6. Non importa che abbia un mini abito senza maniche, Buffy troverà sempre il modo di tirar fuori il suo paletto di frassino, capace di materializzarsi talvolta dal nulla!
  7. Sunnydale è come Siena, c’è praticamente solo un locale, il “Bronze”. Nonostante ogni sera sia teatro di omicidi efferati e crimini orribili, la sera dopo riapre sempre.

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