25/06/2019
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Intervista a “Storie Sfuse”, quattro giovani donne al lavoro verso la salvezza del pianeta

Nell’ultimo periodo grazie alla personalità di Greta Thunberg, giovane paladina svedese in difesa dell’ambiente è spopolato il tema dell’eco-friendly. Si è parlato molto di ecologia, di possibili soluzioni, anche a livello internazionale, ma nella dimensione quotidiana c’è chi lavora silenziosamente trasmettendo messaggi di speranza e di aiuto per salvare il pianeta: loro sono le ragazze di “Storie Sfuse”. Marica, Anna, Anna e Milena, quattro giovani ragazze che vivono a Milano che in pochissimo tempo hanno ottenuto un successo sul social network Instagram promuovendo attraverso la loro pagina dal nome “Storie Sfuse” consigli pratici e utili per la salvaguardia del pianeta. Provenienti da background e competenze diverse, quattro designer e una logopedista hanno creato un gruppo che ha un unico obiettivo: la salvaguardia del pianeta!

Le abbiamo intervistate da lontano per conoscere la loro attività e per apprendere qualche consiglio utile per migliorarci nel nostro piccolo.

D: Perché “Storie Sfuse” e da dove nasce il vostro nome?

R: La scelta del nome è stata la parte più difficile! Ci abbiamo riflettuto per un paio di mesi, prima di arrivare a “Storie Sfuse”. Avevamo molte altre ipotesi, in italiano e in inglese, ma non ne eravamo pienamente soddisfatte. Volevamo trasmettere due aspetti in particolare. Il primo è il concetto di racconto e condivisione dei passaggi che, piano piano, ci portano a costruire uno stile di vita plastic-free. In pratica, le nostre storie. Il secondo, ovviamente, è un concetto più legato alla sostenibilità ambientale e alla riduzione del consumo di plastica usa e getta, ma senza renderlo troppo esplicito e a volte ridondante. Da qui è nato il concetto di “sfuso”, l’alternativa principale all’acquisto di prodotti imballati in plastica. Così si è creato l’accostamento “Storie Sfuse”, che rievoca come una metafora l’idea delle storie raccontate un po’ alla volta, e fruite nella quantità che si desidera. Ci piace molto questo aspetto e il nostro intento è lavorare proprio su questi punti.

D: Com’è nato il progetto e quanto tempo dedicate ai social per le vostre ricerche ecologiche?

R: Storie Sfuse nasce dall’esigenza di contribuire alla riduzione del consumo di plastica usa e getta in modo concreto, è il tentativo di “fare la nostra parte” e ispirare più persone possibili a cambiare il loro stile di vita. Dedichiamo parecchio tempo al nostro progetto, lavorandoci un po’ ogni giorno. Questo processo è necessario e fondamentale perché curiamo ogni aspetto dalla ricerca, alla creazione dei contenuti, al test dei prodotti stessi. La ricerca è sicuramente una delle parti principali, perché richiede tempo e attenzione. Ognuna di noi si tiene aggiornata leggendo report, articoli, e studi. Ci informiamo anche attraverso film, documentari e video, che condividiamo anche sul nostro account. Insomma, tutto quello che ci capita sotto gli occhi! Crediamo sia importante fornire informazioni accurate a chi segue la nostra pagina, per dare a tutti la possibilità di informarsi, farsi una propria idea sull’argomento e decidere come agire. Uno degli aspetti più interessanti della nostra pagina Instagram è la possibilità di entrare in contatto con i nostri follower, dai quali impariamo ogni giorno con critiche, consigli e anche scambi di opinione.

D: Come riuscite a coordinare il lavoro e il progetto?

R: Lavoriamo insieme per gestire tutti gli aspetti del lavoro, che sono davvero tanti: tutto si basa su un palinsesto che aggiorniamo costantemente. Questo ci permette di programmare con largo anticipo e preparare i contenuti per tempo. Si aggiunge poi ovviamente l’attività di ricerca e sperimentazione dei prodotti che consigliamo. Infatti, nelle nostre stories e post potete trovare alcuni tutorial sull’utilizzo dei prodotti. Ad esempio, abbiamo dimostrato l’uso dello shampoo solido, una innovazione targata Lush ma disponibile anche in altre marche, che riduce notevolmente l’uso della plastica. Ci piace tuttavia mantenere anche un po’ di improvvisazione e spontaneità, che ci permette di integrare le ultime notizie importanti sul tema, ad esempio mostriamo come preparare pranzi e trasportarli al lavoro riducendo lo spreco; oppure divertirci un po’ con i contenuti delle stories. Tutto ciò è possibile perché siamo un gruppo di quattro persone davvero appassionate, che si dividono il lavoro e contribuiscono a renderlo efficace.

D: Quali sono i vostri obiettivi futuri e le vostre aspettative in merito al progetto?

R: Lo scopo è quello di continuare a diffondere i nostri messaggi, cercando di raggiungere audience sempre maggiori. Vogliamo riuscire a coinvolgere sempre più persone e far sì che anche loro credano al concetto più importante che guida il nostro progetto: dai piccoli cambiamenti quotidiani si possono ottenere grandi risultati. Noi continueremo ad impegnarci nella lotta per la sostenibilità ambientale, utilizzando la nostra pagina Instagram come mezzo per lo scambio di informazioni e la contaminazione reciproca. Sicuramente per il 2019 ci auguriamo di riuscire a costruire sempre più legami sia con chi ci segue che con brand o figure connesse al mondo della sostenibilità ambientale. Vorremmo avere l’occasione di lavorare anche con altri protagonisti di questo mondo, per favorire la circolazione delle idee e delle buone pratiche. Inoltre, potrebbe essere interessante iniziare a pensare a nuove modalità di relazione e di ingaggio con la nostra community, magari anche offline.

D: Per una città come Siena, popolata da studenti fuori sede e non avete qualche consiglio utile per eliminare lo spreco?

R: Certo! La vita da studente fuori sede non è semplice soprattutto dal punto di vista del budget per le spese, ma spesso non è necessario spendere molti soldi per uno stile di vita più sostenibile! Anzi, con alcuni accorgimenti si può persino risparmiare: ad esempio, utilizzare la borraccia permette di evitare moltissime bottiglie di plastica (spesso vendute a caro prezzo), così come prepararsi il pranzo la sera prima per evitare il cibo take-away ed i relativi imballaggi. Un altro consiglio prezioso è quello di acquistare frutta, verdura ma anche legumi sfusi (ancora meglio se km 0 e/o di stagione) andando al mercato con le proprie borse riutilizzabili oppure chiedendo sacchetti di carta. Sicuramente tutto questo richiede un piccolo sforzo in più nell’organizzazione quotidiana, ma vi assicuriamo che vi darà grande soddisfazione!

D: Avete qualche consiglio utile che vorreste trasmettere ai giovani e ai meno giovani sulla questione ambientale ed ecologica?

R: Secondo noi il primo passo è l’informazione: sapere come stanno le cose permette di crearsi un’opinione e, soprattutto, di trovare la propria motivazione che ci spinga ad agire in prima persona. Per questo sulla nostra pagina condividiamo anche articoli e dati oltre a pagine o personaggi d’ispirazione. L’altro passaggio fondamentale è l’auto-consapevolezza. Spesso ci capita di parlare con persone che non credono che il loro contributo possa essere significativo nella riduzione del consumo di plastica usa e getta. Quello che suggeriamo a queste persone è di iniziare a prestare più attenzione ai rifiuti plastici che producono: da cosa sono composti? Quanti ne producono? Cosa potrebbe essere sostituito? Fare questa auto-analisi permette di rendersi conto del proprio impatto e di iniziare a capire che chiunque può modificare il proprio stile di vita. In ultimo, crediamo sia fondamentale dare il buon esempio: non sempre il tema della sostenibilità risulta comprensibile, ed è facile essere giudicati “estremisti”, o ricevere commenti come “tanto non cambierà mai la situazione”. Abbiamo notato che invece di insistere cercando di imporre i cambiamenti, è molto più efficace dare l’esempio pratico e creare così curiosità e quindi occasioni di confronto.

D: Infine, per lasciarci, diamo spazio alle vostre voci, proprio come sulla vostra pagina Instagram, come possiamo avvicinarci al mondo dell’ecologia?

R: Pensiamo sia fondamentale trasmettere che quando parliamo della costruzione di uno stile di vita plastic free, parliamo di un percorso, non di un cambiamento repentino. Chi si avvicina a questo stile di vita potrebbe scoraggiarsi, pensando che sia troppo difficile mettere in atto queste azioni. Non è così! Si inizia con un’azione concreta. Quando quella diventerà un’abitudine, se ne introdurrà un’altra e così via, finchè vi accorgerete di aver modificato le vostre abitudini con grande soddisfazione. È importante ricordarsi che l’obiettivo non è la perfezione, anche a noi capita di dover utilizzare della plastica, ma ciò non significa che sia tutto un fallimento. Informarsi, prendere consapevolezza della situazione, iniziare a mettere in pratica qualche azione concreta è già un ottimo modo di contribuire alla diminuzione del consumo di plastica usa e getta. Una citazione che ci piace sempre condividere dice proprio “We don’t need a handful of people doing zero waste perfectly. We need millions of people doing it imperfectly”. E noi siamo pienamente d’accordo!

Ringraziamo Marica, Anna, Anna e Milena, per la loro gentilezza e disponibilità augurando loro un buon lavoro e di raggiungere ogni obiettivo futuro. Nel nostro piccolo possiamo contribuire all’ambiente osservando le loro azioni quotidiane che si possono trovare su questa pagina Instagram: https://www.instagram.com/storie_sfuse/

Chiara Frisone

 

 

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