15/07/2019
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LGBT: dove eravamo e dove siamo. Dai moti di Stonewall alle unioni civili

Quest’anno una tappa importante della storia dei diritti dell’uomo si svolge proprio nella nostra città universitaria, Siena. Si tratta del Pride Parade, che non incarna solo la gioia di vivere e celebrare parte della propria identità sessuale e/o di genere, ma è anche simbolo di una storia (o per meglio dire, di tante storie) da non dimenticare.

Tutto nacque verso la fine del XIX secolo in Germania con il primo comitato scientifico atto a dimostrare che l’omosessualità non è affatto una patologia, ma i buoni propositi del comitato si scontrarono con i dolorosi epiloghi dei campi di concentramento nazisti e dell’URSS. La fine del conflitto mondiale permise tuttavia la nascita di associazioni composte da omosessuali dichiarati. La realtà transessuale invece, benché nel mondo dello spettacolo non destò particolare scalpore, incontrò difficoltà nell’opinione pubblica, che associò i transgender al mondo della prostituzione.

Il 28 giugno 1969 segnò una svolta: in un bar gay di New York, i tentativi della polizia di disperdere i clienti scatenarono una ribellione, dando inizio ai moti di Stonewall e a una nuova fase militante. La Gay Pride Parade divenne il simbolo della nuova fase del movimento di liberazione omosessuale, tenendosi prima in varie città degli Stati Uniti e poi nel mondo, sempre il 28 giugno. La vera lotta iniziò tuttavia nel 1977 quando Harvey Milk si batté in difesa di una legge per i diritti dei gay della città di San Francisco. Ciò è di particolare importanza in quanto si trattò del primo uomo delle Istituzioni attivamente impegnato per il movimento.

In Italia gli inizi del movimento omosessuale non furono facili anche a causa delle posizioni negative espresse dalla Chiesa cattolica. Nonostante questo nel 1972 si tenne a Sanremo la prima manifestazione pubblica di omosessuali in Italia, per protesta contro il “Congresso internazionale sulle devianze sessuali” organizzato dal Centro italiano di sessuologia, di ispirazione cattolica. Sempre in questi anni, da una protesta che vide protagoniste delle coraggiose transgender che si mostrarono senza reggiseno, nacque il Movimento Identità Transessuale.

Gli anni ottanta, invece, misero a dura prova il movimento LGBT, atto a combattere i pregiudizi circa l’epidemia dell’AIDS, che all’inizio era ritenuta a torto “la malattia dei gay”. Indagini scientifiche appurarono invece che il virus si trasmetteva perlopiù attraverso i rapporti sessuali e che l’iniziale maggiore diffusione del virus nella comunità omosessuale era dovuto al minor uso di precauzioni, più diffuse invece tra le coppie eterosessuali per motivi anticoncezionali.

Nello stesso periodo, in Italia l’omicidio di una giovane coppia gay salì all’attenzione della stampa nazionale e per la prima volta l’opinione pubblica riconobbe l’esistenza di un problema di discriminazione contro gli omosessuali. Il tragico evento permise ad un sacerdote apertamente omosessuale e ad un giovane Nichi Vendola di trovare il coraggio di fondare l’Arci-gay, la prima sezione dell’Arci dedicata ai gay, che si diffonderà di lì a poco in tutta Italia. Ma le conquiste in questo periodo non finiscono, infatti venne anche approvata una legge che permetteva la riassegnazione chirurgica del sesso a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Il primo Gay Pride ufficiale in Italia si svolse a Roma nel 1994, anche grazie alla collaborazione di Vladimir Luxuria. Di lì a poco Marcella Di Folco venne eletta consigliere comunale di Bologna: prima persona transgender al mondo ad ottenere una carica pubblica.

Nell’anno del Giubileo Roma diventa la madrina del World Gay Pride, che suscitò però molti scontri. Infatti se all’inizio vi fu l’appoggio del comune di Roma, in seguito a forti polemiche il patrocinato fu tolto, e anche la Chiesa si oppose. Nonostante tutto, il Pride ebbe luogo regolarmente e si esibirono tra gli altri anche Gloria Gaynor, i Village People e RuPaul. Sull’onda di queste conquiste, Vladimir Luxuria diventò la prima persona transessuale in un Parlamento in Europa.

Un destino diverso e positivo avrà invece l’Europride del 2011. Diversamente da quanto accaduto nel 2000, la manifestazione ottenne il patrocinio del Comune di Roma, e tra i partecipanti alla manifestazione vi fu anche la camaleontica Lady Gaga.

Con l’avvento del 2000, i governi di diversi Paesi del mondo hanno iniziato a porsi il problema del riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Con una sentenza del 2013 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che i matrimoni gay, contratti negli Stati Americani in cui sono concessi, hanno valore legale in tutti gli altri Stati degli USA. L’Italia è attualmente l’unico tra i paesi fondatori dell’Unione europea a non riconoscere il matrimonio tra persone omosessuali, mentre nel maggio 2016 il Parlamento ha approvato in via definitiva una legge che riconosce le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Per quanto riguarda l’adozione, le cose si complicano ulteriormente. Sebbene la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia stabilito che anche gli omosessuali hanno diritto ad adottare un bambino, solo in alcuni Paesi Europei ciò è legale. Mentre altre nazioni hanno reso legale la stepchild-adoption, che permette ai partner di una unione civile di adottare i figli naturali avuti da un precedente matrimonio (o unione).

Benché l’evidenza ci suggerisce che le condizioni della comunità LGBT siano migliorate rispetto al passato e che molti pregiudizi siano stati abbattuti, il cammino per la parità dei diritti è ancora lungo ed impervio. Sta a noi dimostrare che nonostante Siena sia avvolta nel Medioevo, possiede un cuore giovane e pronto ad accogliere, accettare, ascoltare, lottare.

 

Alessio Giacovelli

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