23/08/2019
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Un eccellente romanzo noir diventa graphic novel

Chi è all’inizio della vita spera in una risposta. Chi è alla fine sa che, forse, la risposta non arriverà mai. Ecco la differenza.

 

 

Il 2018 è stato l’anno di consacrazione per l’avvento di un curioso e interessante ciclo di romanzi noir sulla scena fumettistica: le stagioni del commissario Ricciardi, edito da Sergio Bonelli Editore.

La saga, creata più di dieci anni fa dalle mani dello scrittore Maurizio de Giovanni, è ambientata nella Napoli del primo Novecento e segue le indagini del Commissario Luigi Alfredo Ricciardi.
L’ambientazione, le trame intriganti e le introspezioni emotive del variegato cast corale offrono un prodotto convincente e travolgente.

Ricciardi è il commissario della squadra mobile di una Napoli vivace e irrequieta (allora come oggi), di una città che si snoda attraverso i suoi vicoli e che si espande davanti al suo porto, il suo lungomare, le sue piazze brulicanti di voci che sussurrano dalle botteghe e dalle porte spalancate, nella continua dinamicità immobile che la contraddistingue.

Il filo conduttore che mantiene i lettori fedeli ai quattordici romanzi di de Giovanni è senza dubbio l’interessante e irrequieta storia del protagonista.

Introverso, scontroso, Ricciardi non condivide con nessun altro il peso della sua particolare condizione.
Ricciardi è infatti dannato da quella che lui ritiene essere una follia: vedere i morti di morte violenta in un’immagine evanescente nel luogo dove hanno vissuto i loro ultimi istanti. Come se questo non bastasse, Ricciardi è anche costretto a sentire le loro ultime parole, che questi continuano a ripetere ossessivamente. Questo elemento paranormale è trattato con delicatezza, come una sorta di ultimo ricordo della vittima che viene confessato a Ricciardi.

È la sua condanna di uomo e la sua fortuna di poliziotto, che ne ha condizionato l’esistenza da allora e che lo ha reso un introverso, un asociale, votato al suo mestiere di instancabile e infallibile sacerdote della Giustizia.
Egli vive dunque nell’insanabile confine tra città dei vivi e città dei morti, non potendo godere in alcun modo del confine fra l’una e l’altra dimensione.

Il personaggio di Ricciardi proviene dal Cilento, e lavora e vive nella città di Napoli.
I natali del commissario non sono casuali. Questo è infatti un espediente letterario che l’autore ha fortemente voluto inserire per poter mostrare una città complessa e per molti aspetti enigmatica, com’è quella di Napoli, in maniera più autentica, attraverso gli occhi di un “estraneo” che potesse porsi nella migliore prospettiva per comprenderla e per addentrarsi nella logica illogica di una città così particolare e policroma.
Anche la variegata schiera di comprimari è delineata efficacemente, dall’immancabile Brigadiere Maione a quello che forse è l’unico amico del Commissario, il Dottor Modo, ritratto con le sembianze dello straordinario Vittorio De Sica; dalla premurosa tata Rosa alla giovane Enrica, che il protagonista, in un richiamo leopardiano, osserva alla finestra di fronte al suo appartamento.

 

Il risultato è emozionante, anche per lo stile grafico.
La saga de “Le stagioni del commissario Ricciardi” è costituita dai seguenti quattro titoli:
Il senso del dolore (l’inverno del Commissario Ricciardi), La condanna del sangue (la primavera del commissario Ricciardi), Il posto di ognuno (l’estate del commissario Ricciardi), Il giorno dei morti (l’autunno del commissario Ricciardi). Ognuno di questi volumi è caratterizzato da un tema cromatico diverso rispetto agli altri (ad esempio nel primo volume viene scelto l’azzurro pallido per rievocare l’inverno)

 

La realizzazione a fumetti ci restituisce una sontuosa Napoli degli anni Trenta attraverso alcuni dei suoi palazzi e monumenti più rappresentativi, oltre all’imprescindibile Caffè Gambrinus; la sua arte e la sua formidabile tecnica gli permettono di imprimere ai soggetti un’espressività immediata e naturale, comunicando tutta la loro intimità.
Dopo aver apprezzato la lettura di un qualsiasi romanzo, è sempre fonte di grande appagamento e soddisfazione riscoprire il prodotto in chiave cinematografica o fumettistica che riesce positivamente. E questo ne è proprio un esempio.

 

 

Qui di seguito il trailer che ha preceduto l’uscita di questa graphic novel:

 

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