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17/01/2019
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L’AMORE AI TEMPI DELL’INDIE

“Mi prenderò un gelato con il tuo sapore

Ti spaccherò la faccia se non mi dai il cuore.”

Questo è indie: amori finiti. Finiti male. Finiti prima di iniziare.

Le cose sono due: o soffrire fa figo o siamo una generazione di sfigati. È su questo binomio che si regge il successo di questo genere musicale che testimonia le storie d’amore che tutti noi viviamo o solamente immaginiamo. L’indie è la colonna sonora di una generazione che crede nell’amore MA NON CE LA FA.

Ripercorriamo le tappe di una storia d’amore troppo indie.

“Oh ascoltami devo dirti questa cosa

Voglio vivere una canzone, voglio viverla con te”

“E adesso che mi prendi per la mano vacci piano

Che se mi stringi così

Io sento il cuore a mille”

All’inizio è tutto bellissimo. Cuore che scoppia, primi appuntamenti da farfalle nello stomaco e quella felicità che vorresti non finisse mai. IO E TE TRE METRI SOPRA AL CIELO. Ma siamo in una vita indie e non in un libro di Moccia: il nostro amore ha una data di scadenza (“come le confezioni dello yoghurt”, per intenderci).

E dal sogno ci si risveglia in un battibaleno. “Non so cosa voglio”, “Non sei tu, sono io” “Sono confus*”. Ed è proprio qui che nasce l’indie: in questa palude di commiserazione, domande che non avranno mai risposte dirette, attese spasmodiche e impotenza.

“La mia malinconia è tutta colpa tua”

In un moto d’orgoglio, stanc* di passare le tue giornate di fronte ad un telefono che non squilla più così spesso, ti alzi:

 “Dimmi cos’è che vuoi da me

Lo sai che c’è

Amami o faccio un casino”

Ma che casino vuoi fare? Sfuriate, blitz, chiarimenti? L’unica certezza è la sconfitta.

La radio suona INDIE.

“E in fondo tutto quello che volevo lo volevo con te

E sembra stupido ma ci credevo, e ci credevi anche te

E non è facile trovarsi mai, oh mai, oh mai

E tu mi dici è meglio se ora vai, ormai è tardi.”

E’ TARDI.

“E non so perché, ma parlo ancora di te 
E mi sembra strano, da così lontano, lontano ma c’è

Che non so perché, ma parlo ancora di te
E mi sembra strano, da così lontano, lontano, lontano, lontano da te”

Ma con Istagram niente è poi così lontano. E sul suo profilo spuntano facce nuove.

“Lui chi è?

È un altro uomo che è impazzito per te”

Lui/lei ormai è felice. Ti ha dimenticato.

“Nove maggio m’è scurdat’
T’hannò vistò ca’ tornàv nsiem’ a n’at
Nun m’ sient’, nun m’ pienz’
Tengo o’ core che nun può purtà paziènz”

E maggio e la primavera lasciano spazio ad un deprimente agosto.

“Esco o non esco?
Fuori è caldo ma è normale ad agosto
Non ci penso ma poi sudo lo stesso”

Alla fine esci e una debole consapevolezza si fa strada nel tuo cuore

“E non mi importa se non mi ami più
E non mi importa se non mi vuoi bene
Dovrò soltanto reimparare a camminare
Dovrò soltanto reimparare a camminare
Se non ci sei tu, uuuuuh”

A fatica, ci rialza. Tiziano diceva “ se non uccide, fortifica”.

Si va al mare.

“Le navi salpano
Le spiagge bruciano
Selfie di ragazze dentro i bagni che si amano
La notte è giovane
Giovani vecchi
Parlami d’amore
Che domani sarò a pezzi”

Estate,serate, cocktail, spiaggia, libertà e finalmente la spensieratezza…

Sotto il sole, sotto il sole
Di Riccione, di Riccione
Quasi quasi mi pento
E non ci penso più, e non ci penso più”

Ma l’INDIE è una trappola mortale

“Ho visto troppa gente in questi sette anni

Per scegliere qualcuno

Ci ho messo dieci secondi”

I dieci secondi più sbagliati della tua vita. Si torna al punto di partenza.

“Sai che ho vinto il Mondiale da quando ci sei?
Sei la Nazionale del 2006”

Ma siamo nel 2018 e L’italia nemmeno ci è andata ai MONDIALI!

“Uè deficiente
Negli occhi ho una botte che perde
E lo sai perché
Perché mi sono innamorato, mi ero addormentato di te
Mi sono addormentato di te”

Colpo di fulmine, Innamoramento, Sogni ad occhi aperti, Speranze disattese, Delusione.

L’ETERNO RITORNO DELL’INDIE.

 

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