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09/12/2018
HomeSvagoAngolo dell'OdioHot hits Italia: cosa ci riserva l’invernata pop italiana

Hot hits Italia: cosa ci riserva l’invernata pop italiana

Come da tradizione, anche quest’estate, come tutte le estati, ha sottoposto la collettività all’ascolto coatto di tutta una serie di brani che sono penetrati nei nostri circuiti neuronali attivando quell’intricato e complesso sistema di associazione mentale che lega indissolubilmente il tormentone estivo alla tortura di Guantanamo. Giusy Ferreri ci ha accoltellato plurime volte con la sua – purtroppo – indimenticabile “Amore e Capoeira”, Baby K ha poi  infierito sul nostro ancora corpo scosso dai tremiti al ritmo di “Da zero a cento”.

 

Ovviamente sarebbe da ingenui pensare che l’industria musicale non abbia qualcos’altro in serbo per noi per questo lungo inverno 2018/2019. Ora che i protagonisti canori dell’estate italiana sono stati criogenati come di consueto accade con i primi freddi per poi essere scongelati giusto in tempo per il maggio successivo, le grandi case discografiche hanno già pensato a come riempire quell’immenso vuoto che abbiamo nel cuore da quando i deliziosi gorgheggi di Loredana Bertè non accompagnano più le nostre giornate. Non facciamoci cogliere impreparati: con il magistrale aiuto di una playlist di Spotify dall’eloquente nome di Hot Hits Italia, andiamo insieme a scoprire quali canzoni italiane faranno da colonna sonora in questa stagione.

 

Torna a casa– Måneskin.

I Måneskin propongono una ballata colma di una malinconia struggente che ci porterà a rimpiangere i tempi di Danza Kuduro. Forti di un successo a dir poco travolgente che riesco a spiegarmi solo tramite la possibilità che uno dei quattro membri del gruppo abbia una parentela di primo grado con la Madonna di Medjugorje, i quattro imberbi di Roma hanno lanciato ad ottobre il loro disco Il ballo della vita, preceduto, appunto, dal singolo Torna a casa, certificato, peraltro, disco di platino.

In sostanza, Damiano, cantante e frontman del gruppo, delinea in questo singolo una struggente parabola di rinascita e di lotta all’interno di un percorso formativo denso di difficoltà e dubbi stemperati solo da una fioca speranza che appena si accenna all’orizzonte. Occorre ora, per puro onor di cronaca, ricordare che i membri del gruppo hanno giust’appena superato lo stato fetale, e dunque possiamo derubricare questo racconto di sofferta vita vissuta a delirio adolescenziale senza ulteriori indugi. Comunque, è inutile ignorare il fatto che la gente di questa canzone ricorda e ricorderà per gli anni a venire solo l’onnipresente e pluricitata Marlena, figura che ricorre nel panorama testuale del gruppo tanto quanto i consigli su come affrontare le ore più calde della giornata nei servizi estivi di Studio Aperto.

 

Prima di ogni cosa– Fedez.

Il carissimo Fedez –  che dal giorno del suo matrimonio con la famosissima fashion blogger Chiara Ferragni possiamo anche identificare con l’epiteto “quell’altro” – da quando è nato suo figlio Leone ha scoperto che diventare padre ti cambia profondamente e intimamente, e dal momento che la dimensione privata della coppia Ferragnez corrisponde più e meno al totale della popolazione della Repubblica Democratica del Congo, ha deciso che il miglior modo di processare i suoi sentimenti più profondi fosse quello di far diventare la sua esperienza genitoriale una hit di successo.

Cercando di fare una sintesi veloce del testo, il rapper di Buccinasco parla del fatto che, nonostante si sia sempre sentito un ragazzino ribellino con la maglietta bucata dei Rancid perduto in questo pazzo pazzo mondo che non lo capisce, ora ha finalmente trovato il suo posto nell’universo grazie all’amore di moglie e figlio; e anche un po’ grazie al fatto che la coppia abbia un’influenza mediatica tale da far sfigurare i tempi d’oro dell’esperienza sovietica. La canzone è, comunque, molto dolce e potrete dedicarla ai vostri figli concepiti a causa di un Chianti di troppo in una festa di contrada.

 

Cascare nei tuoi occhi– Ultimo.

Non poteva assolutamente mancare all’appello la canzone romantica per fare da colonna sonora agli amori stagionali che quest’inverno 2018 regalerà, tendenzialmente, a tutti coloro che non sono voi. Tenendo conto che dedicare un brano che, seppur orecchiabile, è tragicamente destinato ad avere la vita media della farfalla potrebbe avere un significato metatestuale che il vostro partner potrebbe non apprezzare, ci sono ampie possibilità che comunque venga comunque approvato grazie al fatto che nel testo è presente la promessa di “lasciare sul tuo comodino/ un caffè caldo per ogni mattina”, una proposta che, dal canto mio, non riuscirei a rifiutare neanche se mi fosse stata offerta dal mostro di Milwaukee.

Il singolo è, in ogni caso, godibile e perfetto per essere dato in pasto a un pubblico di massa che non vede l’ora di sussurrare alla propria dolce metà quanto vorrebbe cascare nei suoi occhi. Mi sento di consigliare una particolare premura nel caso si decida di affidare a un mezzo scritto questa frase all’amato/a, in quanto la mancanza della semplice lettera “s” all’interno della parola “cascare” potrebbe far diventare la vostra dichiarazione d’amore un reato contro la persona.

 

Bella e rovinata– Irama.

Irama presenta al grande pubblico Bella e Rovinata, singolo che, nonostante possa sembrare scritto pensando alla situazione della sinistra in Italia, è invece una canzone d’amore; cosicché tenendo conto della pluriennale tradizione italiana al componimento musicale romantico,  potremmo riuscire a toccare il record mondiale delle trecento milioni di canzoni d’amore pro-capite entro il 2019.

In ogni caso, al contrario della succitata Cascare nei tuoi occhi dove si descrive una situazione di coppia più o meno canonica fatta di caffè mattutini e di risvegli romantici, in Bella e rovinata si racconta di copule selvagge in autostrada e di problemi nel controllo di gestione della rabbia, quindi evidentemente è indirizzata a quella determinata categoria umana che associamo a Fabrizio Corona o alla compagna di classe che è rimasta incinta in secondo superiore. Niente ci vieta comunque di utilizzare anche questo brano come rumore di fondo mentre ci tagliamo le unghie dei piedi.

 

New York– Thegiornalisti.

I The Giornalisti ormai sono diventati una stella polare nella costellazione pop della musica italiana, e dopo “Riccione”, “Felicità puttana” e “Questa stupida canzone d’amore” evidentemente il leader Tommaso Paradiso non vuole proprio saperne di smettere di fornirci nuovi motivi per odiarlo. Anche in New York si parla d’amore, anche New York viene e verrà trasmessa in radio un numero di volte che ci porterà a tanto così dallo scoppio di una sanguinosa guerra civile sotto gli studi di Radio Deejay.

La differenza con le canzoni sentimentali citate prime riposa sostanzialmente nel feticcio thegiornalistico per qualche fulminea citazione all’immaginario degli anni ’80. Per il resto, è una canzone che parla del fatto che a Lui manchi tanto Lei. Stop. Resta comunque degna di nota la descrizione che il Paradiso fa di una giornata passata in preda delle pene d’amore, ma che credo sia trasversalmente condivisibile nell’ottica, invece, di quello che succede nelle ore post-sbronza:

 

Sarà un altro giorno passato nel letto

Con la bottiglia dell’acqua a fianco

E il telefono stretto”.

 

Beatrice Galluzzo

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