16/10/2019
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Tre mete, tre vette, tutte da mozzare il fiato!

Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l’immenso. (Erri De Luca)

Tre mete, tre cime che vi racconteranno alcuni dei paesaggi più suggestivi di Stavanger, comune della contea di Regoland, situato nel sud della Norvegia.

Prima tappa: Preikestolen (The Pulpit Rock).

Si tratta di una costa rocciosa in granito con pareti a picco di 604 metri di altezza, che, in Norvegia, è considerata una delle tappe obbligatorie per gli amanti del trekking.
Il percorso di circa 4 ore e 7,6 chilometri di lunghezza, tra andata e ritorno, attraversa un terreno prettamente collinare e ha inizio dal rifugio Preikestolen Fjellstue.
Il trekking prevede un moderato impegno (“stimolante” a detta del sito Visit Norway), ma vi assicuro che non è necessario essere esperti escursionisti per conquistare la cima dell’altopiano. Quest’ultimo, si affaccia direttamente sullo splendido Lysefjord (Lysefjorden), il fiordo di 42 chilometri di lunghezza con pareti fino a 1000 metri di altezza, che bagna la regione di Stavanger.

La vista che si può contemplare dalla cima della falesia è pura emozione e gli “alti silenzi” che caratterizzano questo luogo, rendono il tutto ancora più surreale.

Seconda tappa: Flørli.

Cosa rende speciale questo piccolo villaggio privo di strade e servito da soli quattro traghetti al giorno?
Senza dubbio i 4444 gradini che formano la scala in legno più lunga al mondo, la quale consente di raggiungere la vetta della montagna, collocata a ben 755 metri sul livello del mare. Qui, si trova la diga di Ternevass che in passato alimentava una centrale idroelettrica, situata proprio in questa area forestale.
Anche in questo caso, il percorso escursionistico viene definito “stimolante”, ma dopo averlo provato sulla mia pelle posso dire che è davvero faticoso! Fortunatamente, tra un << chi me lo ha fatto fare!>>  ed una sbirciatina al panorama da urlo che si estende alle spalle del malcapitato turista, c’è la possibilità di recuperare le energie nei punti di sosta distribuiti lungo la salita.

La “scala verso il cielo”, come spesso viene chiamata, è tutt’altro che una passeggiata, ma una volta in cima, la stanchezza e il sudore versato saranno solo un ricordo!

Terza meta: Kjerag.

Si tratta della montagna più alta del Lysefjord, 1084 metri sul livello del mare, dove è possibile osservare il famoso masso Kjeragbolten, incastonato in un crepaccio della montagna.
Diversamente da Pulpit Rock, questo percorso attraversa ben tre cime intervallate da due valli e, per tale motivo, estremamente impegnativo. Un itinerario di questo tipo prevedere dalle 6 alle 10 ore di cammino tra andata e ritorno, per un totale di 11 chilometri ed è limitato al solo periodo estivo.

Certamente il paesaggio dalla cima dell’altopiano lascerebbe chiunque senza parole, per non parlare dell’ebrezza generata dall’incontro con il celebre Kjeragbolten; ma siccome  << in montagna, devi salire fino alla vetta solo se sei capace di scendere>>, ora come ora, vi potrà dare solo un assaggio della prima e unica cima da me raggiunta: Litle Stordalen. Giungere sino a qui e, successivamente, discendere verso la prima valle, non è un gioco da ragazzi. Grazie alla presenza di corrimano costituiti da catene in ferro è possibile superare le parti più ostiche dell’itinerario e proseguire sempre con molta attenzione.

Una volta in vetta, però, a più di 800 metri sul livello del mare, il cielo azzurro intenso e le valli profonde fanno da cornice ad un quadro perfetto!

Morena Bruno

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